Cronaca - 14 ottobre 2026, 20:00

Sarre, rifiuti in area destinata a Lidl e Tigotà; chiesto processo per due dei tre indagati

Sarre, rifiuti in area destinata a Lidl e Tigotà; chiesto processo per due dei tre indagati

Si separano le posizioni degli indagati nell’inchiesta sui rifiuti nel terreno di località La Grenade, a Sarre, dove era prevista la realizzazione di due strutture commerciali a marchio Lidl e Tigotà. Concluse le indagini (avviate a suo tempo dal pm Giovanni Roteglia), la Procura di Aosta ha chiesto la citazione diretta a giudizio per Paolo e Francesco Rondoletto, titolari della Rondoletto srl, con sede a Cigliano, nel Vercellese. Resta invece da definire la posizione del proprietario dell’area, l’ex sindaco di Sarre ed ex consigliere regionale Diego Empereur, per il quale è stato disposto lo stralcio del fascicolo

L’ipotesi accusatoria è quella di gestione di rifiuti non autorizzata e riguarda le modalità con cui sarebbe stato eseguito l’intervento di bonifica commissionato da Empereur. Secondo gli inquirenti, parte dei materiali interrati nel terreno sarebbe stata prelevata dall’impresa e trasferita nel proprio impianto, mentre avrebbe dovuto essere destinata allo smaltimento in discarica.

La vicenda prese quota nell'ottobre 2025, dopo il sequestro preventivo eseguito dagli agenti del Corpo forestale della stazione di Busseyaz su disposizione della Procura. L’area interessata, al confine tra Sarre e Aosta, si estende per migliaia di metri quadrati e comprende anche un profondo sterro; all’epoca erano in corso le operazioni di rimozione dei rifiuti affidate alla società piemontese.

Il terreno rientrava in un Piano urbanistico di dettaglio per l’insediamento delle due attività commerciali, a poca distanza dal supermercato Famila allora in costruzione. Come riportato in precedenti nostri articoli, la richiesta di permesso a costruire era stata inviata al Comune il 26 settembre 2025 e i lavori erano iniziati il successivo 29 settembre. Nel novembre dello stesso anno era emerso il coinvolgimento nell’indagine di Empereur e dei due imprenditori. In quei giorni il sindaco Massimo Pepellin aveva spiegato alla nostra testata che l’impresa aveva consegnato al Comune la documentazione richiesta, relativa anche alla bonifica e alle autorizzazioni a operare, precisando che l’Amministrazione non conosceva le ragioni del sequestro. Le difese avevano richiamato la richiesta di permesso a costruire come elemento a sostegno della correttezza delle intenzioni dei propri assistiti. Gli sviluppi comunicati ora riguardano anche il ripristino delle aree coinvolte.

Al termine degli accertamenti, la Procura ha disposto che entrambi i siti fossero bonificati correttamente: i fratelli Rondoletto hanno provveduto per quello di loro competenza, mentre il terreno di La Grenade, secondo quanto riferisce l’Ansa, non è ancora stato ripulito.

pa.ga.

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