Sanità - 13 ottobre 2026, 14:49

Sanità valdostana, il maggiore recupero d’Italia nei Lea

Occhi, 'l’obiettivo non è una posizione in classifica, ma il confronto con la percezione fornita dai cittadini in termini di qualità e accessibilità dei servizi'

Sanità valdostana, il maggiore recupero d’Italia nei Lea

La Valle d’Aosta registra il maggiore miglioramento italiano nel punteggio complessivo dei Livelli essenziali di assistenza-Lea, con un incremento di 48 punti tra il 2023 e il 2024, davanti all’Abruzzo, che ne guadagna 47, e alla Liguria, con 31. Il dato, riportato nel nono Rapporto della Fondazione GIMBE sul Servizio sanitario nazionale e richiamato in una nota dell’Azienda Usl, indica un recupero della sanità regionale, pur in presenza di difficoltà nell’assistenza territoriale e ospedaliera e di una progressiva riduzione dei medici di famiglia e dei pediatri.

Il risultato più favorevole riguarda la prevenzione, ambito nel quale la Valle d’Aosta raggiunge 86 punti e si colloca al settimo posto nazionale. L’assistenza distrettuale e quella ospedaliera presentano invece punteggi più vicini alla soglia minima di adempienza, fissata a 60. Il monitoraggio avviene attraverso il Nuovo sistema di garanzia, che valuta l’erogazione delle prestazioni che il Servizio sanitario deve assicurare ai cittadini gratuitamente o attraverso il pagamento di un ticket.

A invitare alla cautela nella lettura dei risultati è lo stesso direttore sanitario dell’Usl, Mauro Occhi (foto sopra): "L’obiettivo non è una posizione in classifica, ma il confronto con la percezione fornita dai cittadini in termini di qualità e accessibilità dei servizi", osserva, ricordando che in una regione con una popolazione ridotta anche piccole variazioni numeriche possono incidere sensibilmente sugli indicatori e rendere meno attendibili i confronti con territori che contano milioni di residenti.

Occhi richiama soprattutto la tenuta delle cure primarie: "Medici di medicina generale e pediatri di libera scelta sono in forte progressiva riduzione, mentre noi sappiamo costituiscono lo snodo centrale di una sanità moderna e preventiva dei problemi di salute. La sfida è attrarli in Valle d’Aosta e metterli nelle condizioni di lavorare bene".

I numeri riportati nel comunicato delineano la pressione sul settore. Al primo gennaio 2025 GIMBE stima una carenza di 15 medici di medicina generale, calcolata rispetto al rapporto di un professionista ogni 1.200 assistiti. Secondo i dati della Federazione italiana medici di medicina generale, inoltre, dieci medici di famiglia valdostani raggiungeranno l’età pensionabile tra il 2025 e il 2028.

L’assessore regionale alla Sanità, Carlo Marzi, accoglie il miglioramento con soddisfazione e ringrazia il personale dell’Usl, mantenendo però una valutazione prudente delle classifiche. "Le “pagelle” non convincono come strumento di programmazione e questo vale quando i numeri ci premiano come quando ci penalizzano", afferma. "Questo risultato è un punto di partenza, non un traguardo: lo useremo come incoraggiamento per proseguire il lavoro serio e strutturale che stiamo portando avanti su organizzazione, programmazione e capacità di risposta dei servizi".

Un altro elemento riguarda la dotazione di personale dipendente del Servizio sanitario; nel 2024 il Rapporto censisce in Valle d’Aosta 2.207 addetti, pari a 18 ogni mille abitanti, il valore più elevato d’Italia rispetto a una media nazionale di 12,1. Anche questo dato, sottolinea l’Usl, va interpretato considerando le caratteristiche del territorio: una regione di piccole dimensioni deve comunque garantire un’ampia gamma di servizi, con minori economie di scala rispetto alle realtà più grandi. Sul fronte dell’accesso alle cure, nel 2024 l’8,4% dei valdostani dichiara di avere rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria. La percentuale è inferiore alla media italiana del 9,9%, ma segnala una difficoltà che continua a interessare una parte della popolazione.

Il Rapporto evidenzia anche il peso del servizio pubblico nell’offerta regionale. I servizi sanitari e assistenziali acquistati da operatori privati accreditati rappresentano il 6,9% della spesa sanitaria pubblica valdostana, la quota più bassa a livello nazionale, contro una media italiana del 19,8%. Quanto alla mobilità sanitaria per ricoveri e specialistica ambulatoriale riferibile alla Valle d’Aosta, nel 2023 il 15,7% del valore delle prestazioni è stato erogato da strutture private convenzionate, rispetto al 54,5% nazionale.

La mobilità sanitaria mantiene un saldo negativo; secondo l’Usl, la sua analisi deve distinguere gli spostamenti legati alla vicinanza con altre regioni o alla necessità di prestazioni altamente specialistiche da quelli che potrebbero essere ridotti rafforzando l’offerta locale e accorciando i tempi di accesso.

Restano quindi centrali il rafforzamento dell’assistenza territoriale, il ricambio dei medici di famiglia e dei pediatri e il consolidamento dell’ospedale Parini come riferimento per le patologie acute e le prestazioni di maggiore complessità.

i.d.

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