Cronaca - 10 ottobre 2026, 15:10

Inchiesta Fentanyl sul medico del 'Parini'; prende corpo l’ipotesi del consumo personale

Inchiesta Fentanyl sul medico del 'Parini'; prende corpo l’ipotesi del consumo personale

In queste ore, gli investigatori che indagano sulle presunte prescrizioni illecite di Luigi Schiabello, 53 anni, dirigente medico della Struttura semplice dipartimentale di Neurochirurgia dell’ospedale 'Umberto Parini' di Aosta, avrebbero escluso la destinazione allo spaccio e non avrebbero trovato riscontri a un consumo abituale condiviso tra familiari e amici. L’attenzione si concentra quindi sul possibile uso personale dei medicinali da parte del solo professionista o comunque sua e di una cerchia molto stretta di persone.

L’indagine della Squadra Mobile/sezione Narcotici, coordinata dalla Procura di Aosta, riguarda prescrizioni effettuate tra l'1 gennaio 2024 e il 31 maggio 2026; in questo periodo Schiabello avrebbe prescritto ad amici e ai familiari 3.720 compresse di Fentanyl, o di medicinali contenenti lo stesso principio attivo, alle quali si aggiungerebbero 1.668 compresse di Lyrica.

Tra gli elementi al vaglio degli investigatori figurano diverse ricette intestate al padre del neurochirurgo, che però vive da molti anni lontano dall’Italia; una circostanza sulla quale si concentrano le verifiche per ricostruire chi abbia effettivamente ritirato e utilizzato i medicinali prescritti a suo nome. Lunedì 5 ottobre gli agenti della Squadra mobile e della Polizia scientifica avevano effettuato perquisizioni nell’ufficio ospedaliero e nell’abitazione del medico. Gli accertamenti proseguono sulla regolarità delle ricette e sulla destinazione dei farmaci; il possibile consumo personale da parte di Schiabello resta l'ipotesi investigativa più accreditata, da verificare attraverso la ricostruzione delle prescrizioni, dei ritiri e dell’effettivo utilizzo.

L’avvocato Jacques Fosson, che assiste il professionista, sta valutando la possibilità di un interrogatorio nel quale Schiabello possa fornire la propria versione dei fatti e chiarire le circostanze delle prescrizioni. Già il giorno delle perquisizioni l’Azienda Usl aveva confermato la collaborazione con gli inquirenti; il direttore generale pro tempore Mauro Occhi, interpellato dall’Ansa, aveva spiegato che l’azienda collaborava da mesi con la polizia, ribadendo la fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine senza entrare nel merito dell’inchiesta.

pa.ga.

SU