Ambiente - 10 ottobre 2026, 07:13

Monte Bianco, sul clima che cambia Italia e Francia preparano le risposte

Roberto Maddalena, coordinatore del Dipartimento regionale ambiente e territorio

Roberto Maddalena, coordinatore del Dipartimento regionale ambiente e territorio

Aggiornare gli scenari climatici, monitorare gli ecosistemi e individuare risposte condivise per i territori di montagna; sono alcune delle attività al centro del primo seminario di cooperazione transfrontaliera del Piano integrato territoriale PITER+ PARCOURS+, svoltosi mercoledì 7 ottobre nella sala conferenze della Banca di Credito Cooperativo Valdostana-Bcc, ad Aosta.

L’incontro, intitolato 'Per un approccio concertato alle sfide comuni', ha riunito i partner del piano per fare il punto sui progetti avviati e approfondire l’adattamento ai cambiamenti climatici nell’Espace Mont-Blanc, con particolare attenzione all’aggiornamento del Rapporto sul clima del 2019.

A organizzarlo sono stati gli assessorati regionali alle Opere pubbliche, Territorio e Ambiente e agli Affari europei, insieme al Dipartimento dell’Alta Savoia e alla Communauté de communes Cluses-Arve et Montagnes.

“Appuntamenti come questo sono rappresentativi dell’importanza dei territori e della cooperazione transfrontaliera”, hanno dichiarato gli assessori Davide Sapinet (Opere pubbliche) e Leonardo Lotto (foto sotto, Affari europei), collegando il lavoro del partenariato al confronto sul futuro dei finanziamenti europei. “Come Regione, stiamo attivamente partecipando al dibattito sul futuro della Politica di coesione e sul prossimo Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea, portando, assieme a oltre 140 regioni europee della rete EUregions4cohesion, la voce delle realtà territoriali, nel tentativo di contrastare una visione centralistica contenuta nelle prime bozze regolamentari”.

Finanziato dal programma Interreg Italia-Francia ALCOTRA 2021-2027 e coordinato dal Dipartimento dell’Alta Savoia, PARCOURS+ riunisce 12 partner e dispone di circa 6,85 milioni di euro, cofinanziati all’80% dal programma. Il piano, avviato nel settembre 2024 e destinato a concludersi nel settembre 2028, comprende un progetto di coordinamento e comunicazione e tre progetti tematici dedicati all’educazione ai media, all’adattamento climatico e agli alloggi per i lavoratori stagionali.

Le attività coinvolgono quattro ambiti — cambiamento climatico, patrimonio naturale e culturale, turismo e cittadinanza — e comprendono interventi già avviati sui due versanti delle Alpi; a Cluses è in corso la riqualificazione di un’area industriale dismessa, destinata a ospitare alloggi per i lavoratori stagionali transfrontalieri, mentre lo scorso 22 giugno si è tenuto un primo seminario sulle attività economiche di montagna e sulla doppia transizione.

Sul fronte educativo, le iniziative di formazione ai media e all’informazione hanno raggiunto oltre 1.800 studenti tra gli 11 e i 17 anni; circa 600 di loro hanno preso parte a giornate transfrontaliere e oltre 100 a due soggiorni comuni. Il programma comprende anche incontri per operatori educativi, trekking attorno al Monte Bianco e centri estivi organizzati nel 2025 e nel 2026. Per l’adattamento ambientale sono in corso la creazione di una rete transfrontaliera di scienziati, l’aggiornamento degli indicatori dell’Osservatorio del Monte Bianco e lo sviluppo di uno strumento di realtà virtuale tridimensionale dedicato all’acqua. Si aggiunge uno studio sulla mobilità ecosostenibile nell’area del Grand-Combin.

La seconda parte del seminario è stata dedicata al confronto sul clima nell’Espace Mont-Blanc; Roberto Maddalena, coordinatore del Dipartimento ambiente e territorio, ha presentato la Strategia regionale di sviluppo sostenibile 2030, richiamando l’obiettivo di una Valle d’Aosta libera dai combustibili fossili entro il 2040. Il gruppo di lavoro formato dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente-Arpa della Valle d’Aosta, dalla Fondazione Montagna sicura, dal CREA Mont-Blanc e dalla Fondazione CIMA ha coinvolto i partecipanti attraverso un questionario interattivo sull’adattamento climatico e sul Rapporto del 2019. Il suo aggiornamento utilizzerà i nuovi scenari climatici CMIP6 e sarà completato entro maggio 2028. Nei prossimi mesi il confronto proseguirà con un questionario di approfondimento online e un secondo seminario.

red.laprimalinea.it

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