Era stata arrestata dai carabinieri il 9 settembre scorso con l’accusa di aver violato il divieto di avvicinamento all’ex compagno. Ieri, mercoledì 7 ottobre, il giudice del Tribunale di Aosta Marco Tornatore ha assolto la donna, una 46enne residente in Valle, per la 'particolare tenuità del fatto' (art. 131 bis che non cancella il reato o la responsabilità penale ma evita che venga applicata una pena quando l'offesa è minima e la condotta non è abituale). L’imputata era assistita dall’avvocato aostano Ivan Pasquettaz, mentre la parte offesa era rappresentata dall’avvocato Federico Fornoni.
La decisione riguarda l’episodio che aveva portato all’arresto della donna, alla quale era stato contestato di essersi presentata nell’abitazione dell’ex compagno nonostante la misura cautelare in vigore; in casa si trovava anche la nuova compagna dell’uomo. Il giorno successivo, durante l’udienza di convalida davanti al giudice Maurizio D’Abrusco, l’arresto era stato confermato ed erano stati disposti gli arresti domiciliari, su richiesta del pubblico ministero Manlio D’Ambrosi.
La vicenda si inserisce in un contesto giudiziario nato dopo la fine della relazione, nei primi mesi di quest’anno; inizialmente era stata la donna a denunciare l’ex compagno per atti persecutori, riferendo comportamenti di controllo. Quel procedimento era stato successivamente archiviato, dopo che gli accertamenti non avevano consentito di raccogliere riscontri sufficienti alle accuse.
In seguito era stato l’uomo, che nel frattempo aveva iniziato una nuova relazione, a denunciare la 46enne, riferendo minacce, insulti e appostamenti che gli avrebbero provocato preoccupazione e turbamento. Anche la nuova compagna aveva presentato una denuncia, segnalando, tra gli altri fatti, un episodio nel quale la donna le sarebbe passata pericolosamente vicino alla guida di un’auto. Sulla base dei primi riscontri, la Procura aveva ottenuto l’applicazione del divieto di avvicinamento.
I procedimenti relativi alle presunte condotte persecutorie erano stati successivamente riuniti e il loro approdo al dibattimento era stato fissato per il 22 settembre. L’episodio del 9 settembre aveva invece dato origine al distinto procedimento per la violazione della misura cautelare, concluso ieri con l’assoluzione per tenuità del fatto; la pronuncia riguarda dunque questa specifica contestazione e non definisce le accuse di atti persecutori.




