Cronaca - 05 ottobre 2026, 19:45

Inchiesta Cva, chiesti i domiciliari per Argirò e Malacarne; nei video le presunte consegne di denaro ad Armao

Inchiesta Cva, chiesti i domiciliari per Argirò e Malacarne; nei video le presunte consegne di denaro ad Armao

 Le presunte consegne di denaro sarebbero avvenute quasi sempre in automobile, documentate dalle telecamere della Squadra Mobile di Palermo. È uno degli elementi sui quali la Procura fonda la richiesta di misure cautelari nell’inchiesta sulle autorizzazioni ambientali in Sicilia, che coinvolge anche Giuseppe Argirò, 57 anni, ex amministratore delegato di Cva e Marco Malacarne Gentile, 45enne aostano suo successore alla guida di Cva Eos. Per entrambi i manager gli inquirenti hanno chiesto gli arresti domiciliari; la decisione spetta al giudice per le indagini preliminari, dopo gli interrogatori preventivi fissati per il 12 ottobre.

Al centro della ricostruzione accusatoria c’è il rapporto tra Gaetano Armao, già vicepresidente della Regione siciliana e presidente della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali all’epoca dei fatti contestati, e l’avvocato Pierluigi Matta. Quest’ultimo, secondo gli investigatori, avrebbe fatto da intermediario tra Armao e gli imprenditori interessati a ottenere un trattamento favorevole delle proprie pratiche.

Gli inquirenti ritengono di avere documentato almeno quattro presunti passaggi di denaro. Il meccanismo ipotizzato prevedeva bonifici sul conto di Matta, formalmente destinati a remunerare consulenze che l’accusa considera mai svolte; il professionista avrebbe poi prelevato una parte delle somme per consegnarla in contanti ad Armao.

Uno degli episodi descritti nella richiesta cautelare si svolge nell’auto dell’ex vicepresidente; durante un rallentamento dovuto al traffico, Matta avrebbe estratto dalla tasca interna della giacca una mazzetta avvolta in una bustina di plastica, depositandola, su indicazione di Armao, nel vano centrale della consolle.

“Mettili qua”, avrebbe detto Armao, scrivono gli inquirenti, "evitando, precauzionalmente, una consegna diretta";poi  con tono ironico Matta commenta la scelta della busta utilizzata per custodire il danaro, paragonandola al sacchetto dell'immondizia; Subito dopo Armao chiede a Matta: “questo per cos'è?" e quest'ultimo risponde “Agosto", lasciando chiaramente intendere - affermano gli investigatori della Mobile - che quella dazione trova collocazione nel quadro di ciclici versamenti di denaro in favore di Armao. A quel punto, sempre mantenendo un contegno particolarmente prudente, l'ex vicepresidente della Regione Sicilia recupera velocemente la busta, estrae il danaro contenuto riponendolo all'interno della sua giacca. Le immagini documentano sia lo spessore della “mazzetta” ricevuta, sia il taglio da 50 euro delle relative banconote.

Un altro episodio risale al 9 febbraio 2026; le intercettazioni registrano Armao mentre chiede ripetutamente a Matta di lasciare il suo cappotto in automobile. Il legale raggiunge la vettura e deposita sul sedile posteriore il soprabito insieme a una busta di carta marrone e verde, che gli investigatori indicano come la stessa portata all’uscita da una filiale bancaria. Per l’accusa, il prelievo sarebbe stato effettuato utilizzando denaro ricevuto da una società sotto forma di compenso per una consulenza ritenuta fittizia.

Gli agenti presenti sul posto annotano che Armao, dopo avere indossato il cappotto, ne tocca le tasche come per verificare la presenza di qualcosa. Matta gli indica una delle tasche e l’ex vicepresidente, dopo aver individuato l’oggetto, lo ringrazia.

Nel tardo pomeriggio, rientrato nel proprio studio, Armao viene nuovamente ripreso dalle telecamere installate dalla polizia. Le immagini documenterebbero il recupero di un involucro di carta dalle tasche del cappotto e il suo occultamento in un contenitore cilindrico custodito all’interno di un orologio a pendolo. Gli investigatori ritengono che l’involucro contenesse il denaro della presunta consegna.

Nel filone relativo al gruppo energetico valdostano, come già ricostruito da Laprimalinea.it sulla base degli atti notificati, l’attenzione si concentra sulla consulenza affidata da Cva Eos a Matta nel settembre 2024 e successivamente rinnovata. La Procura attribuisce ad Argirò e Malacarne la gestione personale della stipula, del rinnovo e dei pagamenti del contratto, considerato dagli inquirenti una copertura per remunerare l’intervento di Armao sulle pratiche ambientali.

Gli atti indicano almeno 147.494 euro corrisposti a Matta. La cifra riguarda i compensi ricevuti dal professionista e non quantifica automaticamente le somme che sarebbero state trasferite ad Armao. Secondo l’accusa, l’allora presidente della Commissione avrebbe favorito le interlocuzioni con gli uffici regionali, concordato tempi e modalità di trattazione delle istanze e condiviso anticipatamente contenuti di atti e comunicazioni.

La difesa di Argirò, affidata all’avvocata Sabrina Franzone, ha contestato la ricostruzione accusatoria, sostenendo la natura professionale della consulenza. Malacarne è assistito dall’avvocato valdostano Jacques Fosson. Cva ha assicurato la propria disponibilità a collaborare con l’autorità giudiziaria.

Il 12 ottobre i due manager potranno rispondere alle contestazioni davanti al giudice, che valuterà successivamente la richiesta dei domiciliari. Le immagini e le conversazioni descritte costituiscono elementi della ricostruzione della Procura, ancora da sottoporre al vaglio giudiziario. Per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza.

pa.ga.

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