"La paura di tornare a casa la sera va presa sul serio, ma la risposta non può esaurirsi in più pattuglie, telecamere e controlli". È il punto di partenza di una nota di Potere al Popolo-PaP, che interviene nel dibattito sulla sicurezza ad Aosta chiedendo di affrontare anche le condizioni sociali che possono precedere il disagio e i reati.
Il Movimento richiama i dati del 2025 presentati dalla Procura di Aosta, che ha segnalato un aumento delle denunce e un abbassamento dell’età delle persone coinvolte nei reati, con una presenza significativa di giovani tra i 18 e i 25 anni. La Procura, ricorda Potere al Popolo, ha indicato anche la necessità di lavorare sulla prevenzione, sulla scuola e sui servizi sociali.
Secondo il Movimento progressista, il confronto politico continua invece a concentrarsi sul controllo del territorio. Potere al Popolo cita la proposta della Lega di un corpo unico regionale di polizia locale, insieme alla richiesta di più pattugliamenti notturni, videosorveglianza e Daspo urbano. Ma rivolge una critica anche al centrosinistra, che a suo giudizio finisce per adottare "lo stesso linguaggio" e proporre soprattutto più controlli, telecamere e pattuglie.
"Se il centrosinistra accetta di discutere la sicurezza soltanto nei termini del controllo, finisce per inseguire una definizione di sicurezza costruita dalla destra", sostiene PaP. La domanda, prosegue la nota, non dovrebbe essere soltanto quanta polizia serva, ma quali condizioni rendano una città più sicura.
Il Movimento non nega che pattuglie e telecamere possano rassicurare chi avverte un problema di sicurezza. Osserva però che, per le persone che vivono situazioni di marginalità, dipendenza o disagio, essere continuamente controllate o allontanate può accrescere il senso di esclusione. Una pattuglia, aggiunge, non può spiegare perché un ragazzo abbia lasciato la scuola, perché una persona sia finita in una dipendenza o perché un quartiere abbia perso servizi e luoghi di incontro.
Da qui la domanda rivolta alla città: quali spazi offre Aosta ai giovani per incontrarsi, fare sport, suonare, creare o studiare? Per Potere al Popolo, la carenza di luoghi di aggregazione e di opportunità rischia di lasciare molti ragazzi più soli ed esposti al disagio. "Se davanti a questo l’unica risposta che sappiamo dare è controllarli, significa che siamo arrivati molto tardi", si legge nella nota.
La sicurezza, conclude il Movimento, riguarda anche scuola, servizi sociali, salute, contrasto alle dipendenze, sport, cultura, lavoro, casa e vita dei quartieri. "Non possiamo aspettare che una persona diventi un problema per iniziare a occuparci di lei".




