Attualità - 28 settembre 2026, 07:25

Traforo del G.S. Bernardo; lavori contestati nel tratto italiano, scontro con gli svizzeri sul verbale della sicurezza

Per il nuovo presidente di Sitrasb, Ego Perron, la verifica della 'querelle' potrebbe rappresentare il primo dossier delicato da affrontare

Traforo del G.S. Bernardo; lavori contestati nel tratto italiano, scontro con gli svizzeri sul verbale della sicurezza

Alcuni importanti lavori eseguiti dalla società di gestione svizzera TGSB per il rifacimento del solaio di ventilazione nel tratto italiano del traforo del Gran San Bernardo gestito da Sitrasb - partecipata della Regione - sono al centro di un serrato confronto tra le delegazioni dei due Paesi. La Direzione lavori, in capo all'ingegnere Marco Bagetto, avrebbe contestato la conformità di alcune opere e dei materiali impiegati alla normativa italiana ed europea, sollevando anche questioni legate alla sicurezza. Si tratta di rilievi che, allo stato, sono riportati in un verbale redatto la scorsa settimana dal Comitato tecnico binazionale, (organo tecnico composto da otto membri e nominato dalla Commissione mista italo-svizzera con il compito di validare la conformità e la sicurezza di tutti i progetti strutturali e impiantistici del traforo). Per il nuovo presidente di Sitrasb, Ego Perron, la verifica della 'querelle' potrebbe rappresentare il primo dossier delicato da affrontare.

La controversia riguarda proprio la stesura di quel documento, relativo alla seduta del 23 settembre. Olivier Français, presidente dell'elvetica TGSB, avrebbe chiesto di modificare i passaggi contenenti le contestazioni della Direzione lavori e di sostituirli con valutazioni favorevoli alle opere eseguite. La delegazione italiana si sarebbe opposta, ribadendo che la redazione e l’approvazione del verbale spettano ai membri del Comitato tecnico e che chi partecipa alla riunione può chiedere correzioni relativamente ai propri interventi, senza imporre modifiche alle valutazioni altrui.

Alcune mail documentano il successivo dissenso sulla versione trasmessa; il 24 settembre il funzionario Enrico Bich, per la società italo-svizzera di esercizio SISEX, ha inviato ai destinatari istituzionali il verbale della seduta con un allegato relativo al punto 9 dell’ordine del giorno, quello afferente le valutazioni sui lavori in corso nel tratto italianao del traforo.

Poco meno di due ore dopo, François Pignat, direttore di TGSB e SISEX, ha scritto agli stessi interlocutori sostenendo che alcuni punti verbalizzati fossero stati modificati rispetto a quanto definito durante la riunione. Ha citato in particolare proprio il punto 9, chiesto spiegazioni e definito "sorprendente" il modo di procedere.

È su questo punto che le ricostruzioni divergono; secondo fonte accreditata, le modifiche sollecitate dalla parte svizzera avrebbero attenuato i rilievi sui lavori, mentre la Direzione lavori avrebbe insistito per mantenerli nel documento. La stessa fonte riferisce che le contestazioni sarebbero state segnalate più volte e prospetta una possibile rilevanza dei fatti in ambito di legge.

Il nodo, intanto, è preciso, ovvero quali opere siano state eseguite in territorio italiano, quali prescrizioni siano state contestate e che cosa riporti effettivamente il punto 9 del verbale contestato dagli elvetici. La richiesta di modificarne la formulazione, se confermata nei termini riferiti dalla fonte, renderebbe però necessario chiarire pubblicamente come siano stati trattati i rilievi della Direzione lavori sul cantiere in corso.

pa.ga.

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