Sono stati 40 i nuclei familiari assistiti nel 2025 dal Progetto Protezione Famiglie Fragili Oncologiche dell Usl VdA. Nei primi sei mesi del 2026 le famiglie seguite sono 27, di cui 14 prese in carico per la prima volta. Dall’avvio del progetto, nel 2019, il sostegno ha raggiunto complessivamente quasi 250 nuclei.
Il programma interviene quando una diagnosi oncologica si accompagna a difficoltà che coinvolgono l’intera famiglia; la presenza di figli minori, la mancanza di una rete di aiuto, problemi economici o altre condizioni di vulnerabilità. Per ogni situazione viene definito un percorso che può comprendere sostegno psicologico, orientamento ai servizi e ai diritti, aiuto a domicilio e raccordo tra ospedale e servizi territoriali.
I dati dell’Usl mostrano quanto spesso queste difficoltà si sommino. Nel 2025, 29 delle 40 famiglie assistite presentavano più fattori di fragilità contemporaneamente. In 17 casi si trattava di nuclei ristretti, con un solo genitore o una persona sola; in 13 erano presenti minori.
La stessa complessità emerge nel primo semestre di quest’anno; 20 delle 27 famiglie seguite presentano più fragilità. I nuclei ristretti sono 14 e quelli con minori nove. In cinque casi è presente una situazione di disabilità e in altri cinque una difficoltà economica legata alla malattia. Per 16 famiglie il lavoro si svolge insieme ad altri servizi, tra cui quelli sociali, di salute mentale e di neuropsichiatria infantile.
Un’attenzione specifica è rivolta ai figli dei pazienti. Il sostegno psicologico aiuta i genitori a trovare le parole per parlare della diagnosi, di un eventuale peggioramento della malattia o di un lutto. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati attivati quattro interventi educativi per minori, due dei quali proseguono dal 2025. Due ragazzi che hanno perso un genitore ricevono inoltre un supporto psicoterapeutico individuale.
Il progetto è coordinato da un’équipe guidata da Meri Madeo, responsabile della struttura di Psicologia dell’Usl, con l’oncologa Olga Elisabetta Cursio, la psicologa Stefania Bassino e le assistenti sociali ospedaliere Maria Garofalo e Marta Simonato. La collaborazione con la cooperativa Noi & Gli Altri e con l’associazione V.I.O.L.A. Aps consente di attivare ulteriori figure professionali secondo le necessità delle famiglie. Sono previste anche due nuove iniziative dedicate all’elaborazione del lutto: un gruppo di sostegno per i familiari e «Ritrovare Senso», rivolto a bambini e adolescenti e realizzato con la cooperativa Noi & Gli Altri, anche grazie a una donazione promossa dalla Fondazione Comunitaria della Valle d’Aosta.
"Alla cura della persona è stato necessario affiancare un sostegno concreto all’intero nucleo familiare", osserva l’assessore regionale alla Sanità, Carlo Marzi. Il progetto, sostenuto dalla Rete oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta e da iniziative di raccolta fondi, celebra oggi, sabato 26 settembre, la Giornata regionale.




