Resta dunque aperto il giudizio sulla parte dei finanziamenti ancora contestata, pari a circa 2,9 milioni di euro. Sulle carte d'inchiesta della Guardia di finanza di Aosta, la Procura contabile aveva inizialmente quantificato il presunto danno erariale in tre milioni 999 mila 787 euro, ma una sentenza parziale dello scorso dicembre aveva escluso dal calcolo un milione e 66 mila euro. Su quest’ultimo punto la Procura ha presentato appello, chiedendo che anche quella somma rientri nel presunto danno.

Il procedimento riguarda i provvedimenti adottati dalle Giunte regionali presiedute nel 2018 da Laurent Viérin e Nicoletta Spelgatti per finanziare, attraverso l’Arev, premi e attività legati alle manifestazioni e ai concorsi zootecnici. Secondo la Procura, le erogazioni non rispettavano le condizioni previste dalle norme europee sugli aiuti pubblici. Le difese contestano sia questa interpretazione sia la ricostruzione del presunto danno.
Nell’ambito del giudizio la Commissione europea ha ritenuto che i finanziamenti costituissero aiuti di Stato illegali perché la misura non era stata preventivamente notificata a Bruxelles. Il pronunciamento ora atteso dalla Corte costituzionale, precederà la decisione dei giudici contabili valdostani sulla quota ancora oggetto del processo, come richiesto dallo stesso procuratore contabile Lorelli. Resta separato l’appello della Procura contro la sentenza parziale che ha escluso poco più di un milione di euro dal presunto danno.