Anche Edileco Piemonte srl, società partecipata operativa della cooperativa valdostana Edileco, si è rivolta al Tribunale di Aosta nell’ambito del percorso avviato per affrontare la crisi finanziaria del gruppo. La società ha chiesto al giudice di confermare le misure protettive del patrimonio, temendo che la scadenza del termine di 30 giorni previsto dalla normativa potesse far cessare gli effetti della tutela ottenuta con la presentazione della domanda.
Sull’istanza si è pronunciato il giudice delegato del tribunale di Aosta Marco Tornatore, con un provvedimento emesso il 10 settembre. Il magistrato ha dichiarato il 'non luogo a provvedere', precisando però che la decisione non costituisce un rigetto della richiesta; secondo il Tribunale, infatti, la protezione sollecitata da Edileco Piemonte è già assicurata dal decreto del 18 agosto e non occorre quindi un’ulteriore conferma.
Edileco Piemonte aveva depositato il 17 agosto una domanda per accedere a uno strumento di regolazione della crisi o dell’insolvenza, chiedendo contestualmente l’applicazione delle misure protettive previste dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. La domanda era stata iscritta nel registro delle imprese il giorno successivo. Con il decreto del 18 agosto, emesso nell’ambito del procedimento unitario numero 13 del 2026, il Tribunale aveva già concesso alla società 60 giorni per depositare lo strumento di regolazione della crisi, prevedendo anche la possibilità di una proroga. Dalla pubblicazione della domanda nel registro delle imprese e per tutta la durata del termine, i creditori non possono avviare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio della società o sui beni e sui diritti utilizzati per lo svolgimento dell’attività.
Il nuovo intervento di Edileco Piemonte nasceva dal timore che, senza un decreto espresso di conferma entro 30 giorni, gli effetti protettivi potessero cessare. Tornatore ha però osservato che il provvedimento del 18 agosto attribuisce già alla società una tutela sostanzialmente coincidente con quella richiesta attraverso la nuova istanza, proteggendone il patrimonio per 60 giorni dalla pubblicazione della domanda, con possibilità di proroga nei casi previsti dalla legge.
Non essendovi quindi, secondo il giudice, un interesse concreto e attuale a ottenere un ulteriore provvedimento, la richiesta è stata considerata sostanzialmente già soddisfatta.
La posizione di Edileco Piemonte si inserisce nella più ampia vicenda della cooperativa Edileco Costruzioni e Ristrutturazioni Ecocompatibili di Nus, da mesi impegnata in una complessa ristrutturazione del debito. Il 18 agosto il Tribunale aveva rinviato al 25 novembre l’udienza sulla domanda di liquidazione giudiziale presentata da un creditore, concedendo nel frattempo alla cooperativa 60 giorni per definire e depositare uno strumento di regolazione della crisi.
Il piano illustrato dalla cooperativa prevede la prosecuzione dell’attività e il raggiungimento di accordi con fornitori, banche, finanziatori ed Erario, sostenuti dalla vendita di beni della società e dei soci. Ad agosto Edileco aveva riferito che l’83% dei fornitori aveva già aderito alle proposte formulate e che erano state raccolte offerte irrevocabili di acquisto per oltre 1,5 milioni di euro.
Il provvedimento del 10 settembre conferma dunque che, anche per Edileco Piemonte, le misure di protezione restano operative nel periodo concesso per costruire una soluzione alla crisi. Non contiene invece una valutazione sulla sostenibilità del piano né anticipa le decisioni che il Tribunale sarà chiamato ad assumere nei prossimi passaggi della procedura.




