Il Disegno di legge 287 propone di inserire l’esercizio fisico tra le prescrizioni mediche del Servizio sanitario nazionale. L’obiettivo è trasformare il movimento in uno strumento terapeutico per persone con diabete di tipo 2, obesità, malattie cardiovascolari, respiratorie e muscolo scheletriche, oltre che per chi presenta un rischio elevato di sviluppare una patologia cronica. Il testo è stato approvato all’unanimità in Aula ma non ha ancora completato l’iter parlamentare. Secondo la scheda ufficiale del Senato, al tre giugno 2026 il provvedimento è ancora in Commissione e non esiste alcuna detrazione già attiva.
La proposta punta a superare il tradizionale consiglio di muoversi di più. Il medico definirebbe un programma di attività fisica calibrato sulle condizioni della persona, con indicazioni su frequenza, intensità, durata e progressione. L’esercizio diventerebbe parte del percorso terapeutico, con la possibilità di rendere detraibili le spese sostenute per seguirlo. La misura è pensata per contrastare la sedentarietà, una delle condizioni più diffuse e dannose per la salute. Restare seduti molte ore favorisce aumento di peso, peggioramento della sensibilità all’insulina, ipertensione e perdita di massa muscolare. Secondo un rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’Ocse, raggiungere almeno centocinquanta minuti settimanali di attività moderata potrebbe prevenire entro il duemilacinquanta oltre undici milioni di nuovi casi di malattie non trasmissibili.
La prescrizione del movimento richiede una definizione precisa. Una persona con diabete può trarre beneficio da camminata veloce, cyclette e attività di forza distribuite nella settimana. Chi vive con obesità necessita di un percorso graduale che tenga conto del peso e delle eventuali complicanze. Nei pazienti anziani diventano essenziali gli esercizi per equilibrio e forza. In presenza di cardiopatie, Bpco, artrosi avanzata o complicanze del diabete può essere necessaria una valutazione specialistica prima di aumentare il carico. Il programma deve essere seguito da professionisti qualificati, perché una palestra priva di personale formato non può essere considerata automaticamente un luogo terapeutico.
Nel diabete di tipo 2 il movimento favorisce l’utilizzo del glucosio e migliora la sensibilità all’insulina. Gli effetti compaiono già dopo una singola seduta ma richiedono continuità. Nel trattamento dell’obesità il beneficio non si misura solo nei chili persi. Anche una riduzione modesta del peso può migliorare pressione, glicemia, capacità respiratoria e funzionalità quotidiana. L’allenamento di forza è importante perché aiuta a preservare la massa magra.
La parte fiscale del provvedimento è ancora da definire. Percentuale detraibile, tetto di spesa, strutture autorizzate e copertura finanziaria saranno stabiliti nel testo finale e nei successivi provvedimenti applicativi. La detrazione attuale per le attività sportive dei ragazzi tra cinque e diciotto anni è una misura diversa e non va confusa con quella prevista dal disegno di legge.
Il movimento non è privo di rischi. Un’attività non calibrata può provocare traumi, ipoglicemie, cadute o eventi cardiovascolari in persone con patologie non controllate. La riforma punta a trasformare un’indicazione generica in una prescrizione personalizzata e integrata nel percorso di cura. Se il disegno di legge verrà approvato definitivamente, il medico di famiglia diventerà il primo punto di accesso a programmi di esercizio strutturato. Per rendere la misura operativa serviranno strutture territoriali, professionisti qualificati e risorse economiche che garantiscano accesso anche alle fasce più fragili.
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