Cronaca - 16 settembre 2026, 07:30

Kalie McCrystal, commosso ringraziamento della famiglia ai soccorritori che l’hanno cercata sul Cervino

Kalie McCrystal (credito fotografico McCrystal)

Kalie McCrystal (credito fotografico McCrystal)

"Grazie per non aver lasciato nulla di intentato". A due settimane dalla scomparsa di Kalie McCrystal sul Cervino, la madre Wendy Cooper e la sorella Jody McCrystal affidano a una lettera il loro ringraziamento agli uomini e alle donne valdostani che per giorni hanno cercato la 38enne canadese sulla Gran Becca. Parole rivolte in particolare alle guide del Soccorso alpino valdostano, alla Guardia di Finanza-Sagf di Cervinia e ai Vigili del Fuoco, impegnati nelle operazioni condotte in quota e nelle verifiche delle possibili tracce lasciate dall'atleta. Ricerche difficili, svolte in un ambiente severo e complesso, che non hanno però consentito di individuare la skyrunner.

La famiglia ha voluto sottolineare l'impegno dei soccorritori, che hanno esplorato ogni pista ritenuta percorribile nella speranza di trovare Kalie e riportarla a casa. Un ringraziamento che arriva nel momento in cui, dopo due settimane senza notizie, per la madre e la sorella diventa sempre più difficile mantenere viva quella speranza.

Originaria di Squamish, nella Columbia Britannica, avvocata e atleta di alto livello, McCrystal era una skyrunner conosciuta e rispettata nel circuito internazionale. Nel febbraio scorso aveva vinto la 4 Refugios Non Stop in Argentina e appena dieci giorni prima della scomparsa aveva conquistato il quarto posto al Trofeo Kima, in Val Masino: 52 chilometri e 8.400 metri di dislivello complessivo su uno dei tracciati tecnicamente più impegnativi delle Alpi.

Da oltre un mese si trovava a Cervinia; il suo ambizioso obiettivo era salire e scendere il Cervino dal versante italiano, lungo la Cresta del Leone, in meno di cinque ore. Le ultime notizie certe risalgono a martedì 1 settembre. Alcune alpiniste polacche l'avevano incontrata mentre scendeva poco sotto il Pic Tyndall, a oltre quattromila metri di quota. Da quel momento di Kalie non si sono più avute tracce.

Nella lettera Wendy Cooper e Jody McCrystal parlano anche del Cervino, della sua imponenza e della durezza di una montagna capace di non concedere margini neppure ad atleti esperti e preparati. L'ipotesi con la quale la famiglia deve ora confrontarsi è quella di una caduta durante la discesa, eventualità che madre e sorella definiscono estremamente dolorosa da accettare.

Nel dolore resta però anche il ricordo di ciò che la montagna rappresentava per Kalie; era il luogo nel quale aveva scelto di mettersi alla prova e nel quale si sentiva libera, tra rocce e cielo. Cervinia era diventata nelle ultime settimane una seconda casa e proprio da Cervinia arriva ora il ringraziamento della sua famiglia a quanti, per giorni, hanno continuato a cercarla.

pa.ga.

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