Sala gremita e numerose domande dal pubblico per 'Cambiare la narrazione – Aprirsi al dialogo nella Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio', l'iniziativa organizzata mercoledì 9 settembre al Centro Plus di Aosta dal Mandorlo Fiorito ODV Grand Paradis, in collaborazione con Plus coprogettazione e nell'ambito del progetto regionale di prevenzione del suicidio.
Al centro della serata la necessità di affrontare il tema senza giudizi e sensazionalismi, superando silenzio e stigma e favorendo invece ascolto, consapevolezza e prevenzione. L'iniziativa si è inserita nel tema scelto dall'Organizzazione mondiale della sanità per il triennio 2024-2026, “Changing the Narrative on Suicide”, “Cambiare la narrazione sul suicidio”.
Ad aprire il confronto è stato l'assessore regionale alla Sanità, Salute e Politiche sociali, Carlo Marzi, che ha ricordato la costituzione, nel 2022, del Tavolo interistituzionale valdostano per la prevenzione del suicidio.
"È un percorso che non può essere misurato soltanto attraverso il numero degli episodi, per quanto i dati siano importanti, perché dietro ogni numero ci sono persone, famiglie, relazioni e comunità", ha affermato Marzi. Per l'assessore, la prevenzione "non può appartenere a un singolo servizio o a una sola istituzione: si costruisce come comunità".
È intervenuta anche Anna Maria Beoni, direttrice della Struttura complessa e del Dipartimento di Salute mentale dell'Azienda Usl VdA, soffermandosi sul ruolo dei servizi, della presa in carico e dell'accesso all'aiuto quando il disagio diventa difficile da affrontare da soli.
Paola Longo Cantisano, referente del Mandorlo Fiorito ODV Grand Paradis, ha ripercorso invece l'esperienza dell'associazione, nata dall'incontro tra persone che hanno perso una persona cara per suicidio e diventata negli anni uno spazio di ascolto, testimonianza e sensibilizzazione. "Chi attraversa un momento di profonda difficoltà ha bisogno di trovare ascolto, un abbraccio, una rete che possano rappresentare un punto di partenza per risalire", ha spiegato Longo Cantisano. "A volte la speranza è già nascosta dentro di noi, ma semplicemente non riusciamo più a vederla. E allora abbiamo bisogno che qualcuno ce la mostri".
Il momento centrale della serata è stato 'Le parole che abbracciano', il dialogo tra Francesca Contessini (a dx nella foto sopra), conosciuta sui social come Francy di 'Francy e Leoncino' e la giornalista Fabrizia Pavetto. Un confronto dedicato a fragilità, dolore, disabilità e relazioni, ma anche alla possibilità di ricostruirsi e tornare a guardare alla vita oltre i momenti più difficili.
"Nel mio piccolo ho cercato di trasmettere il mio vissuto e il mio punto di vista pedagogico con gentilezza, autenticità e senza inutile sensazionalismo", ha raccontato Contessini, sottolineando soprattutto gli incontri avvenuti al termine della serata. "Gli abbracci, le lacrime e le profonde condivisioni reali sono stati i momenti più preziosi per me. Mi porto a casa una piccola miniera di diamanti".
Per Fabrizia Pavetto, la partecipazione registrata ad Aosta conferma la necessità di continuare ad affrontare pubblicamente il tema: "Portarlo fuori dal silenzio significa contribuire a non lasciarlo prigioniero di un tabù, sensibilizzare e, di conseguenza, fare prevenzione".Durante l'incontro sono stati presentati anche i prossimi passi del Mandorlo Fiorito, a partire dal nuovo sito dell'associazione e da un maggiore coinvolgimento dei giovani nella comunicazione e nelle attività di sensibilizzazione.
Il prossimo appuntamento sarà con '7 Tazze di tè', il format dedicato all'ascolto e alla condivisione attraverso testimonianze e parole chiave sui temi della fragilità, della salute mentale e della prevenzione. L'incontro è in programma venerdì 18 settembre alle 20,30 all'Abri di Saint-Joseph, nella parrocchia del Villair di Quart.




