Trovare un parcheggio nei pressi dell’ospedale Beauregard di Aosta è diventato, secondo l’associazione valdostana 'La Nave dei Disperati', un problema quotidiano che rischia di trasformarsi in una vera difficoltà di accesso alla struttura sanitaria, soprattutto per chi deve accompagnare anziani, bambini, donne in gravidanza o persone con problemi di mobilità.
A sollevare nuovamente la questione è Mario Pitrolino, presidente dell’associazione di Nus, che dopo aver raccolto diverse segnalazioni da parte di medici, pazienti e accompagnatori ha deciso di rivolgersi formalmente alle istituzioni competenti.
Gli stalli disponibili, gratuiti e a pagamento, sarebbero infatti frequentemente occupati e la situazione diventa particolarmente problematica per chi non può fare a meno dell’automobile. In molti casi l’accompagnatore può raggiungere l’ingresso dell’ospedale per consentire al paziente di scendere, ma deve poi allontanarsi alla ricerca di un posto, con il rischio, quando i parcheggi sono pieni, di ricorrere a sistemazioni di fortuna e incorrere in una sanzione.
"Non chiediamo privilegi, ma condizioni dignitose per chi deve accedere a una struttura sanitaria", afferma Pitrolino, sottolineando come il problema non riguardi la comodità, ma l’accessibilità ai servizi e la tutela delle persone più fragili.
Per La Nave dei Disperati si tratta inoltre di una criticità tutt’altro che nuova; la carenza di posti auto attorno al Beauregard sarebbe conosciuta da anni senza che sia stata finora individuata una soluzione strutturale. L’associazione chiede quindi di verificare la disponibilità di nuove aree, incrementare stabilmente gli stalli e valutare soluzioni specifiche per gli accompagnatori dei pazienti con maggiori difficoltà.
La richiesta è anche quella di aprire un confronto tra i soggetti competenti per arrivare a un piano con interventi, tempi e modalità definite. "Quando una criticità dura da anni, non può più essere considerata un’emergenza occasionale. È un problema strutturale che necessita di una risposta strutturale", sostiene Pitrolino.
L’associazione precisa di non voler individuare responsabilità o alimentare polemiche, ma ottenere una soluzione. "Al Beauregard si va per curarsi, per sottoporsi a una visita, per assistere un familiare. Non può diventare una lotteria trovare un parcheggio e non può essere l’accompagnatore della persona fragile a pagare le conseguenze di una carenza che dura da troppo tempo". La sollecitazione è stata accompagnata da una Pec inviata alle istituzioni interessate e da alcune fotografie degli stalli nelle immediate vicinanze dell’ospedale. "Dopo anni di segnalazioni – conclude l’associazione – è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti".