Politica - 08 settembre 2026, 08:10

La protesta-proposta 'choc' del Movimento Zone Franche Montane

Giornate 'senza banche e senza carburante', no anche ad acquisti e commercio online

La protesta-proposta 'choc' del Movimento Zone Franche Montane

Prima niente operazioni bancarie né carte di pagamento, poi stop all'acquisto di carburante, quindi niente spesa e infine nessun acquisto sulle piattaforme online. È la forma di protesta scelta dal 'Movimento Zone Franche Montane della Nuova Savoia Unita' che, dopo aver lamentato il sostanziale silenzio delle istituzioni alle proprie proposte, annuncia per settembre una serie di giornate di "astensione" dai consumi e dalle operazioni finanziarie.

La provocatoria iniziativa viene presentata dal Movimento come una "spontanea azione popolare" rivolta soprattutto agli abitanti dei territori montani. Nella nota diffusa in questi giorni si ricorda che già nel mese di maggio era stata inviata "una proposta di intenti a tutti i sindaci e alle amministrazioni dei comuni montani", un appello che, secondo i promotori, sarebbe rimasto "in gran parte inascoltato"; da qui la decisione di rivolgersi direttamente ai cittadini.

Il calendario della protesta prevede quattro diverse iniziative. Dal 15 al 17 settembre l'invito è a non effettuare operazioni bancarie e a non utilizzare carte di credito o di debito; dal 20 al 22 settembre a non acquistare carburante; dal 24 al 26 settembre a sospendere qualsiasi acquisto, compresi i beni alimentari; infine, dal 28 al 30 settembre, a non effettuare acquisti attraverso le piattaforme online.

Una mobilitazione che il Movimento intende diffondere soprattutto attraverso i social network e i gruppi WhatsApp, chiedendo a chi condivide l'iniziativa di rilanciarla e annunciando fin d'ora che "seguiranno altre iniziative".

Alla base della protesta c'è la battaglia che il Movimento porta avanti per la creazione delle Zone Franche nei territori montani, considerate dai promotori uno strumento per sostenere cittadini e imprese delle aree svantaggiate. Nella mail che accompagna il documento, il Movimento lamenta in particolare il "silenzio di Comuni e Regioni di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta" rispetto all'invito a divulgare proposte concrete.

Molto critico anche il giudizio nei confronti delle istituzioni; secondo il Movimento "i cittadini vengono corteggiati prima del voto e ignorati subito dopo", soprattutto quando si tratta di garantire i servizi essenziali nelle zone montane. Ancora più netti sono alcuni passaggi della nota, nella quale vengono espresse valutazioni fortemente polemiche sull'Unione Europea, sui governi nazionali e sulle vicende degli ultimi anni. Il Movimento afferma di non voler più rimanere "osservatore passivo" e indica nell'astensione temporanea da acquisti e operazioni economiche il primo strumento attraverso il quale provare a dare un segnale alle istituzioni.

L'obiettivo dichiarato resta quello di riportare al centro dell'attenzione le difficoltà dei territori montani e la proposta delle Zone Franche. Per farlo, almeno in questa prima fase, il Movimento sceglie dunque una protesta senza manifestazioni di piazza, quella di provare a fermare, per alcuni giorni, portafogli e carte di credito.

red.laprimalinea.it

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