Una sfiducia formale nei confronti dell’attuale gestione del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria per Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e la richiesta al Dipartimento di procedere a un "immediato avvicendamento". È durissima la presa di posizione unitaria dei sindacati di polizia penitenziaria SAPPe, OSAPP, UIL Polizia Penitenziaria e USPP, contenuta in una lunga nota inviata ai vertici del DAP e datata lunedì 7 settembre.
Un documento di nove pagine che traccia un quadro pesantissimo delle carceri del distretto:; sovraffollamento, organici insufficienti, aggressioni, incendi, danneggiamenti, atti autolesionistici e tentativi di suicidio, insieme al ricorso ormai strutturale agli straordinari e all'accorpamento dei posti di servizio. Per le organizzazioni sindacali le criticità hanno ormai raggiunto livelli "incompatibili con una gestione affidata agli ordinari strumenti amministrativi e organizzativi".
"La misura è colma", scrivono i sindacati, secondo i quali la continuità dei servizi viene garantita sempre più spesso attraverso il sacrificio degli agenti, tra straordinari, compressione dei riposi, difficoltà nella fruizione delle ferie e crescente esposizione a situazioni di rischio. Da qui la dichiarazione esplicita: "È venuta meno la fiducia nell’attuale gestione del Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria per il Piemonte, la Liguria e la Valle d’Aosta". Una valutazione che le sigle precisano essere rivolta alla gestione e non alla persona che ricopre l'incarico.
Nel documento trova ampio spazio anche la situazione della Casa circondariale di Brissogne. "Ad Aosta, la situazione ha raggiunto livelli di eccezionale gravità", affermano SAPPe, OSAPP, UIL e USPP. A pesare sono "la gravissima carenza di personale", le persistenti difficoltà nella copertura dei servizi e le condizioni organizzative complessive dell'istituto, che renderebbero sempre più difficile garantire "una gestione ordinata, efficace e sicura".
Un passaggio particolarmente netto riguarda proprio il trattamento riservato al carcere valdostano: "Aosta non può continuare ad essere considerata una realtà periferica alla quale destinare interventi occasionali o soluzioni tampone". Secondo le quattro organizzazioni, la carenza di personale avrebbe ormai assunto dimensioni tali da rendere necessario "un intervento straordinario, immediato e specificamente calibrato sulle effettive necessità dell’istituto".
Il problema degli organici, del resto, viene indicato come una delle emergenze dell'intero distretto. Dall'ultimo corso di formazione sono stati assegnati complessivamente appena 30 nuovi agenti a Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta: secondo i sindacati un numero che non sarebbe sufficiente neppure a compensare il turnover dovuto a pensionamenti, trasferimenti e cessazioni dal servizio. Alla carenza di personale si accompagna quella che le organizzazioni definiscono una vera escalation degli eventi critici. Il dato più impressionante arriva dal carcere Lorusso e Cutugno di Torino, dove dall'inizio dell'anno sarebbero già state registrate 57 aggressioni contro appartenenti alla Polizia Penitenziaria. In Liguria, invece, al 31 agosto risultavano 1.498 detenuti per 1.111 posti regolamentari, con un affollamento vicino al 135 per cento e circa 154 agenti mancanti rispetto ai 977 previsti.
Ma nella nota emerge un altro fronte destinato a far discutere, che coinvolge anche Aosta, quello dei procedimenti disciplinari. I sindacati denunciano nell'intero distretto un "aumento vertiginoso", da Sanremo fino al capoluogo valdostano, sostenendo che per dimensioni e frequenza il fenomeno non avrebbe precedenti comparabili nella memoria recente. Il timore espresso è che lo strumento disciplinare possa trasformarsi da mezzo per garantire il rispetto dei doveri d'ufficio in uno strumento ordinario di "governo e controllo del personale".
Ancora più delicata è la questione della videosorveglianza. Le organizzazioni riferiscono di segnalazioni, provenienti da diverse realtà del distretto, secondo le quali le telecamere installate per ragioni di sicurezza potrebbero essere state utilizzate anche per controllare il personale e successivamente avviare o sostenere procedimenti disciplinari. I sindacati non danno la circostanza per accertata, ma proprio per questo chiedono al Dipartimento una verifica approfondita sulle modalità e sulle finalità dell'utilizzo delle immagini.
La conclusione politico-sindacale del documento è quindi senza mezzi termini. SAPPe, OSAPP, UIL e USPP ritengono che l'attuale gestione non abbia dimostrato "una capacità di intervento, coordinamento e programmazione proporzionata alla gravità e alla complessità delle criticità" e chiedono formalmente al capo del DAP di valutare con la massima urgenza l'avvicendamento del Provveditore regionale.
Per Aosta, in particolare, la richiesta è quella di non affrontare più l'emergenza attraverso interventi occasionali. Nelle conclusioni della nota la "gravissima carenza di personale" nel carcere valdostano viene nuovamente indicata tra gli elementi che, insieme alle condizioni di Torino, Genova, Ivrea, Cuneo e Vercelli, dimostrerebbero la sofferenza dell'intero sistema delle tre regioni.
I sindacati chiedono ora un riscontro urgente del Dipartimento e l'apertura di un confronto diretto. In assenza di risposte e provvedimenti, annunciano la possibilità di ulteriori iniziative unitarie, comprese forme di mobilitazione e protesta: "Non chiediamo ulteriori rassicurazioni. Chiediamo decisioni".




