Cronaca - 05 settembre 2026, 23:10

Sicurezza ad Aosta; la vicesindaca Fadda, 'le criticità ci sono, ma il Comune non può sostituirsi allo Stato'

'Noi ci siamo, siamo presenti, conosciamo le situazioni e continueremo a fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per tutelare la città e chi la vive ogni giorno'

La vicesindaca di Aosta, Valeria Fadda

La vicesindaca di Aosta, Valeria Fadda

Le criticità ad Aosta esistono e non sono mai state negate dall’Amministrazione comunale, ma descrivere il capoluogo come una città 'fuori controllo' e attribuire al sindaco la responsabilità di ogni problema legato alla sicurezza significa, secondo la vicesindaca, Valeria Fadda, confondere competenze e responsabilità istituzionali.

È una lunga presa di posizione, pubblicata sui social con il titolo 'Sicurezza, un po’ di chiarezza', quella con cui Fadda interviene nel dibattito che da settimane accompagna gli episodi di degrado, violenza e microcriminalità registrati nel capoluogo regionale e le polemiche politiche che ne sono seguite.

"Ci sono criticità ad Aosta? Sì. Le abbiamo mai negate? No", esordisce la vicesindaca, sostenendo che, di fronte alle situazioni realmente critiche, il Comune sia intervenuto utilizzando gli strumenti a propria disposizione e coinvolgendo le autorità competenti. Da qui, però, la distinzione che Fadda ritiene necessaria: "Una persona che dorme in stazione è automaticamente un criminale? No. Disagio sociale, marginalità, dipendenze, degrado e criminalità non sono la stessa cosa".

Il ragionamento si sposta quindi sul terreno delle competenze; l'ordine e la sicurezza pubblica, ricorda Fadda, sono responsabilità dello Stato, governato negli ultimi quattro anni "da Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia". E la vicesindaca chiama direttamente in causa l'azione dell'esecutivo nazionale: "Quanti decreti sicurezza sono stati fatti? Siamo arrivati al sesto. Ci sentiamo più sicuri? Evidentemente no".

Per Fadda, dunque, "non può essere ogni volta il Sindaco il grande colpevole"; i Comuni, precisa, hanno responsabilità importanti e devono esercitarle, ma non possono sostituirsi "allo Stato, alle forze dell'ordine, alla giustizia, alla sanità o ai servizi che dipendono da altri livelli istituzionali". Il punto politico sollevato dalla vicesindaca è che non sarebbe possibile accentrare determinate competenze ai livelli superiori e, nello stesso tempo, attribuire ai sindaci la responsabilità politica dei problemi che ne derivano.

Tra le questioni poste c'è anche quella degli organici delle Forze dell'ordine e degli uffici giudiziari. Secondo Valeria Fadda, - che è avvocato - la certezza della pena non passa soltanto attraverso l'introduzione di nuovi reati o l'inasprimento delle sanzioni, ma anche dalla capacità di procure e tribunali di concludere indagini e processi in tempi ragionevoli. A questo proposito cita la situazione della Procura di Aosta, che a fine 2025 denunciava una scopertura del personale amministrativo del 60%.

La sicurezza, nella lettura della vicesindaca, non può inoltre essere affrontata esclusivamente quando il problema è ormai esploso. L'aumento dei trattamenti sanitari obbligatori, del disagio psichico e delle dipendenze, soprattutto tra i giovani, richiederebbe maggiori investimenti nella salute mentale, nei SerD, nella prevenzione, negli educatori, nella scuola e nel sostegno alle famiglie.

Ai Comuni resta invece un'altra parte del lavoro, quella di migliorare l'illuminazione pubblica, recuperare gli spazi abbandonati, rigenerare i quartieri, creare luoghi di aggregazione e portare cultura, sport ed eventi nelle aree più fragili, oltre a rafforzare la rete sociale e offrire ai giovani alternative all'alcol e alle sostanze. Anche su questo fronte, tuttavia, Fadda chiede risorse strutturali e continuative, anziché finanziamenti legati a singoli bandi.

La vicesindaca non nega dunque l'esistenza di un problema sicurezza, ma respinge una rappresentazione che individui nel Comune l'unico soggetto chiamato a risolverlo e rivolge la critica soprattutto alle forze politiche che governano a livello nazionale e che, sul territorio, contestano l'operato dell'Amministrazione comunale. "Fare paura è facile. Governare significa assumersi le proprie responsabilità, non scaricarle sul livello istituzionale più vicino ai cittadini", scrive Fadda.

Un'impostazione che, precisa in chiusura, non vuole diventare un modo per sottrarre Palazzo civico alle proprie responsabilità: "Noi ci siamo, siamo presenti, conosciamo le situazioni e continueremo a fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per tutelare Aosta e chi la vive ogni giorno". Ma, conclude la vicesindaca, essere vicini ai cittadini significa anche chiarire "chi ha gli strumenti per fare cosa", evitando che il Comune diventi "il bersaglio di responsabilità che appartengono ad altri".

pa.ga.

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