Ambiente - 05 settembre 2026, 20:02

A Chamois i gatti sono diventati parte della comunità; già censiti e sterilizzati trenta felini

A Chamois i gatti sono diventati parte della comunità; già censiti e sterilizzati trenta felini

Da una vacanza a un progetto capace di coinvolgere volontari, amministrazione comunale, veterinari e associazioni, fino al riconoscimento e alla gestione delle colonie feline di Chamois. È la storia raccontata da Giulia Guidetti, che insieme ad altri volontari ha trasformato l'attenzione dedicata da anni ai gatti del paese in un intervento strutturato; circa trenta animali censiti e gestiti in tre settimane, con una copertura stimata tra l'80 e l'85 per cento della popolazione felina individuata.

Tutto nasce dalla particolarità di Chamois; il paese, privo di accesso stradale diretto e collegato al fondovalle dalla funivia, ospita da molti anni anche una popolazione di gatti che vive tra case, rascard e sentieri. Alcuni residenti se ne occupano quotidianamente, garantendo loro il cibo anche durante l'inverno, mentre Guidetti e gli altri frequentatori abituali del paese hanno negli anni contribuito all'alimentazione e, quando necessario, al recupero degli animali in difficoltà. Proprio a Chamois, però, anche portare un gatto dal veterinario diventa un'operazione complessa. Bisogna individuarlo, catturarlo con un'apposita gabbia, trasferirlo fino alla funivia, scendere a Buisson e da lì raggiungere Châtillon. Un percorso affrontato in passato volontariamente per singoli animali, ma che quest'estate è diventato la base di un progetto più ambizioso.

Il problema, spiega Guidetti, era rappresentato da un ciclo che tendeva a ripetersi, ovvero nuove nascite durante i mesi più favorevoli e una popolazione felina in crescita, seguite da inverni nei quali diversi animali non riuscivano a sopravvivere tra freddo, scarsità di cibo, malattie e gli altri rischi della vita in montagna. Da qui la decisione di non limitarsi più all'alimentazione, ma di intervenire attraverso censimento, sterilizzazione e controllo sanitario.

Per trasformare l'idea in un progetto sono stati coinvolti veterinari, interlocutori istituzionali e l’associazione di volontari ANPAV Valle d'Aosta Odv, anche attraverso il confronto con il Celva nell'ambito delle iniziative per la prevenzione del randagismo felino. ANPAV ha fornito supporto organizzativo e burocratico e le attrezzature necessarie per le catture. Un ruolo centrale è stato assunto dal Comune di Chamois, che ha accolto l'iniziativa avviando le procedure per il riconoscimento delle colonie feline; sono stati individuati residenti disponibili a diventarne referenti e l'amministrazione ha inoltre destinato risorse all'alimentazione degli animali.

A quel punto è cominciato il lavoro sul campo; la prima operazione è stata il censimento: sono stati individuati i principali luoghi frequentati dai gatti, tra rascard, abitazioni e punti nei quali gli animali erano abituati a trovare cibo o riparo. L'osservazione è proseguita durante l'intera giornata e anche nelle ore notturne attraverso fotografie e fototrappole.

Il risultato è stato l'individuazione di una trentina di gatti, distribuiti principalmente in quattro aree del territorio; è quindi iniziata la parte più impegnativa, quella delle catture attraverso gabbie-trappola collocate nei diversi punti e attivate con esche alimentari.

Ogni giorno venivano gestite contemporaneamente circa tre gabbie e per ciascun gatto catturato iniziava una piccola staffetta: dal punto di recupero l'animale veniva portato alla funivia, anche grazie a jeep o altri mezzi disponibili sul territorio; quindi scendeva a Buisson, dove un volontario provvedeva al trasferimento fino al veterinario di Châtillon. Contemporaneamente venivano riportati verso Chamois i gatti sterilizzati nei giorni precedenti, per essere reimmessi nella propria colonia.

Cattura, trasporto, sterilizzazione, ritorno e reimmissione: un ciclo ripetuto quotidianamente per settimane e reso possibile dalla collaborazione tra volontari, Comune, Chamois Servizi, ANPAV e veterinari.

“In circa tre settimane di vacanza siamo riusciti a catturare e gestire circa 30 gatti”, racconta Guidetti. La stima è che sia stato raggiunto tra l'80 e l'85 per cento della popolazione individuata. Gli adulti sono stati sterilizzati e identificati con microchip, mentre alcuni cuccioli, ancora troppo piccoli per l'intervento, sono stati affidati ad ANPAV e attendono ora una famiglia che li accolga. Il risultato probabilmente più importante, tuttavia, è ciò che rimane dopo la conclusione della vacanza dei promotori. A Chamois è stata infatti creata una struttura che permetterà di proseguire il monitoraggio delle colonie; i referenti locali potranno individuare gli animali non ancora catturati e continuare il programma di sterilizzazione utilizzando le gabbie messe a disposizione e collaborando con i veterinari.

I gatti già sterilizzati sono riconoscibili dal taglio della punta di un orecchio, sistema utilizzato per identificare visivamente gli animali appartenenti alle colonie già sottoposti all'intervento. Questo permetterà di distinguere rapidamente quelli già presi in carico da quelli sui quali sarà ancora necessario intervenire.

Al progetto si accompagna anche un'attività di sensibilizzazione; ANPAV ha preparato materiale informativo e pittogrammi per segnalare le colonie a residenti e visitatori, mentre presso il Bazar del paese sono state predisposte ceste attraverso le quali sarà possibile acquistare e donare cibo destinato ai gatti.

Dietro l'intervento c'è soprattutto un cambio di prospettiva, quello di non considerare più quei felini semplicemente come animali randagi da sfamare occasionalmente, ma come una presenza stabile del paese da conoscere e gestire. Censirli, riconoscerli, sapere dove vivono e chi si occupa di loro permette anche di intervenire più rapidamente quando un animale è ferito o malato.

Quello nato quasi spontaneamente durante le vacanze è diventato così un progetto condiviso che lascia a Chamois gli strumenti per proseguire autonomamente. “Tra le case, i rascard e i sentieri di montagna, Chamois oggi ha anche una piccola comunità felina riconosciuta, censita e finalmente più protetta”, osserva Guidetti.

L'auspicio dei promotori è che l'esperienza possa essere replicata altrove e diventare un esempio anche per altri Comuni valdostani. Per informazioni o per chi volesse intraprendere iniziative analoghe, il riferimento indicato è ANPAV Valle d'Aosta ODV. https://www.anpav.net/

Una storia piccola soltanto nelle dimensioni; in un paese dove ogni trasferimento richiede qualche passaggio in più, anche trenta gatti hanno messo in movimento una comunità.

pa.ga.

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