Sanità - 04 settembre 2026, 19:42

West Nile, virus trovato in due uccelli selvatici in Valle

West Nile, virus trovato in due uccelli selvatici in Valle

Per la prima volta il West Nile Virus è stato rilevato in Valle d’Aosta; la presenza del virus è stata accertata nell’ambito delle attività di sorveglianza sanitaria su due uccelli selvatici, un corvide e una ghiandaia.

A comunicarlo è la Usl della Valle d’Aosta, che sottolinea come il ritrovamento non debba generare allarmismo, ma rappresenti un segnale della circolazione del virus sul territorio e confermi l’importanza dell’attività di monitoraggio sull’avifauna.

Gli uccelli selvatici costituiscono infatti i principali serbatoi naturali del West Nile Virus, mentre a trasmetterlo sono soprattutto le zanzare. Queste possono acquisire il virus nutrendosi su volatili infetti e successivamente trasmetterlo attraverso la puntura. L’Usl precisa inoltre che il virus non si trasmette normalmente da persona a persona attraverso il contatto diretto.

Dopo il primo riscontro valdostano sono già in corso confronti con i Comuni interessati per definire le misure di prevenzione e controllo. Tre, in particolare, le azioni programmate: interventi di disinfestazione e attività larvicida, l’invio di un’informativa a tutti i medici della Valle d’Aosta e una comunicazione al Centro trasfusionale affinché vengano effettuate indagini supplementari sul sangue raccolto. In collaborazione con il Celva sarà inoltre diffuso un opuscolo informativo destinato alla popolazione.

"Il monitoraggio dell’avifauna rappresenta uno strumento fondamentale perché ci consente di avere un segnale precoce della circolazione del virus sul territorio e di mettere conseguentemente in campo le misure di prevenzione previste", spiega Mauro Occhi, direttore sanitario dell’Usl VdA.

Il ritrovamento dei due uccelli positivi è avvenuto proprio grazie alla sorveglianza attiva, che comprende analisi periodiche sugli esemplari di avifauna rinvenuti morti. Per l’Azienda sanitaria, dunque, la comparsa del virus non deve essere motivo di allarme, ma richiede attenzione e l’applicazione delle misure previste.

Occhi richiama infine anche il ruolo dei cambiamenti climatici: "Si tratta di condizioni che con le progressive mutazioni climatiche cui assistiamo è verosimile si presentino sempre più spesso nei decenni a venire".

i.d.

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