Tre dei detenuti coinvolti nei gravi disordini dei giorni scorsi perpetrati nel carcere di Brissogne sono stati trasferiti in altri istituti penitenziari del distretto. Il provvedimento è stato eseguito ieri, sabato 29 agosto, dopo una lunga fase di tensione che ha provocato pesanti danneggiamenti all'interno della Casa circondariale valdostana.
A darne notizia è l'Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria-Osapp, che torna a denunciare con toni durissimi le condizioni dell'istituto valdostano; secondo il sindacato, il trasferimento dei tre detenuti rappresenta anche la conferma della gravità raggiunta dalla situazione.
Nei giorni scorsi proprio l'Osapp, seguito a ruota dal sindacato Sinappe, aveva riferito di una notte e di una mattinata di fortissima tensione, parlando di una situazione che avrebbe "sfiorato la rivolta". Tre detenuti, secondo la ricostruzione sindacale, avrebbero distrutto le celle nelle quali erano ristretti, due nel reparto B2 e uno nel C1. Nel B2 i disordini si sarebbero poi protratti per ore, con battiture, danneggiamenti e lancio di oggetti contro il personale. Il sindacato aveva inoltre riferito di oggetti e bombole di gas incendiate e lanciate contro gli agenti.
Ora i tre detenuti indicati come protagonisti dei gravi episodi sono stati allontanati da Brissogne e destinati ad altre strutture penitenziarie. "Adesso basta, quello che sta accadendo nella Casa circondariale di Brissogne-Aosta non può più essere ignorato, minimizzato o rinviato; l'istituto è completamente allo sbando", afferma il segretario generale dell'Osapp, Leo Beneduci.
Il sindacato sostiene di avere segnalato da circa due mesi le crescenti criticità del carcere valdostano senza ottenere risposte adeguate: "Abbiamo rappresentato le criticità, lanciato l'allarme e chiesto interventi ma siamo stati inascoltati. Oggi i fatti dimostrano quanto fosse fondato il nostro allarme".
Secondo Beneduci, i recenti disordini avrebbero causato "danni ingenti" alle strutture e alle dotazioni dell'istituto, mentre il personale della Polizia penitenziaria sarebbe ormai costretto a operare in una condizione definita di "emergenza permanente". L'Osapp chiede quindi l'intervento del ministro della Giustizia, Carlo Nordio e l'invio ad Aosta degli organismi competenti per verificare le condizioni del carcere, l'organizzazione del servizio e le criticità denunciate dal personale.
Il sindacato sollecita inoltre un riesame dell'attuale assetto organizzativo, della catena di comando e della gestione complessiva della struttura, chiedendo che, qualora dagli accertamenti emergessero elementi tali da giustificarlo, venga valutato anche "l'eventuale avvicendamento dei vertici". "Non servono altre parole – conclude Beneduci –. Chiediamo che qualcuno venga ad Aosta, guardi con i propri occhi e verifichi personalmente cosa sta accadendo. Servono decisioni e interventi immediati". Per l'Osapp, quella di Brissogne è ormai la situazione di un "disastro annunciato" ma "nessuno potrà dire di non essere stato informato".




