Ambiente - 30 agosto 2026, 08:10

La frana di Fallinère incombe su Cervinia, la corsa ai ripari si fa veloce

Gli ultimi studi geologici ridisegnano la situazione a monte della località turistica, una parte dell’abitato ricade nelle nuove aree di pericolosità

La frana di Fallinère incombe su Cervinia, la corsa ai ripari si fa veloce

Non è soltanto una questione urbanistica legata alla costruzione della nuova funivia. Gli ultimi approfondimenti geologici effettuati a Breuil-Cervinia hanno riportato in primo piano la frana di Fallinère, a monte dell’abitato, la cui pericolosità ha reso necessario rivedere le cartografie comunali delle aree interessate da fenomeni franosi e dal rischio di inondazione.

Una situazione emersa con maggiore chiarezza dagli studi condotti da Cervino Spa nell'ambito della progettazione del nuovo impianto funiviario 3S Cervino-The One e condivisi con la Regione. Approfondimenti che hanno portato il Consiglio comunale di Valtournenche, nella seduta di giovedì 27 agosto, ad approvare all'unanimità la modifica e la revisione delle cartografie degli ambiti inedificabili, ferme nella loro precedente configurazione al 2015.

Al centro dell'attenzione c'è proprio Fallinère; le nuove valutazioni sulla frana hanno infatti determinato la necessità di aggiornare le perimetrazioni del rischio, con conseguenze che non riguardano soltanto terreni ancora liberi o destinati a future edificazioni, ma anche una parte dell'abitato esistente di Breuil-Cervinia, interessato dalle nuove classificazioni di pericolosità. Nel precedente esame della questione era già emerso come gli studi avessero individuato "pericoli concreti di frane e inondazioni a monte della località", tradotti nelle nuove mappe delle cosiddette zone rosse.

La questione si intreccia inevitabilmente con il progetto del 3S Cervino-The One. La futura stazione di partenza della nuova funivia è prevista infatti in prossimità del torrente Marmore, proprio in una zona che, sulla base degli studi più recenti, risulta attualmente inedificabile. È anche per rendere possibile l'intervento, ma soprattutto per aumentare il livello di protezione dell'abitato sottostante, che Comune e Regione stanno ragionando sulla realizzazione di un'opera di mitigazione.

"Abbiamo convenuto con la Regione di realizzare, contestualmente alla costruzione del nuovo impianto di risalita, la cui ipotizzata partenza insiste in quella zona, un vallo a protezione dell'abitato", ha spiegato la sindaca di Valtournenche, Elisa Cicco.

L'obiettivo è quindi duplice, mettere in sicurezza Breuil-Cervinia rispetto al rischio evidenziato dai nuovi studi e creare le condizioni perché, una volta realizzate le opere di protezione, possa essere nuovamente valutata la classificazione delle aree oggi considerate inedificabili.

La revisione delle mappe assume però una portata che va oltre il cantiere della nuova funivia. Anche la minoranza consiliare, votando a favore del provvedimento, aveva richiamato l'attenzione sul fatto che le nuove perimetrazioni coinvolgono una parte dell'abitato e si sommano alle criticità già evidenziate dagli eventi alluvionali del giugno 2024. Restano aperti anche i dossier relativi al torrente Cervino e a Cielo Alto, indicati dall'opposizione tra le altre aree di fragilità idrogeologica sulle quali occorrerà intervenire.

red.laprimalinea.it

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