La vicenda della revoca della ristoratrice valdostana Maria Elena Udali dalla presidenza di Terziario Donna Valle d’Aosta, decisa e operata venerdì 21 agosto dal presidente di Confcommercio VdA Graziano Dominidiato, non sembra destinata a chiudersi con il semplice avvicendamento alla guida del gruppo. Dopo il nostro articolo di sabato scorso, che ha anticipato la notizia dell'improvvisa destituzione, Udali ha affidato all’avvocato Paolo Quagliolo una lettera indirizzata a Confcommercio e, per conoscenza, a Laprimalinea.it e ad alcune testate giornalistiche, accompagnandola con una dettagliata ricostruzione delle attività svolte negli ultimi anni. Una precisazione importante, considerato che la stessa imprenditrice afferma di essere venuta a conoscenza della sua 'defenestrazione' dalla nostra testata: la determina di revoca non è stata in alcun modo recapitata a Laprimalinea da vertici di Confcommercio, né da dipendenti o collaboratori né tantomeno da membri della giunta o del consiglio direttivo dell'associazione; è giunta in redazione per vie assolutamente traverse e inattese.
La missiva del legale è a tutti gli effetti, la più che legittima difesa da parte di Udali del suo operato, che cozza evidentemente con le intepretazioni che Confcommercio Valle d’Aosta ha dato al mandato della ex presidente di Terziario Donna VdA.
Il provvedimento di Dominidiato poggia formalmente su due questioni; da una parte l’originaria nomina dell'imprenditrice di La Thuile alla presidenza, avvenuta per decisione dello stesso vertice di Fipe Confcommercio VdA senza un’assemblea elettiva; dall’altra quello che veniva definito un progressivo disinteresse verso gli impegni della Giunta regionale di Confcommercio, testimoniato da numerose assenze. Su quest’ultimo punto la replica dell’interessata è netta; il legale sostiene infatti che giudicare l’impegno di Udali soltanto attraverso la presenza fisica alle riunioni della Giunta regionale offrirebbe una rappresentazione parziale della sua attività. Vengono ricordati, tra gli altri (lungo è l'elenco delle attività, anche minime, svolte), il Forum della Montagna organizzato ad Aosta nel 2024, i TDLAB, il Consiglio itinerante di Venezia, la Conferenza di Sistema in Sardegna, il Forum nazionale di Roma, la missione del Consiglio nazionale al Parlamento europeo di Bruxelles nel 2025 e, ancora nel 2026, il Consiglio direttivo e l’Assemblea di Milano, l’Assemblea generale di Confcommercio a Roma e il rinnovo degli organi nazionali di Terziario Donna del 15 luglio.
La documentazione prodotta da Udali effettivamente fotografa una presenza molto intensa sul versante nazionale e numerosi contatti e comunicazioni con il gruppo valdostano. Nel 2025, per esempio, risultano la missione a Bruxelles, il TDLAB di Montevarchi, la Conferenza di Sistema e il Consiglio nazionale di Villasimius, oltre all’invio di relazioni e materiali alle associate. Nel 2026 sono documentate anche proposte di incontri del gruppo, diffusione di informazioni e bandi e attività di raccordo con Confcommercio. Ancora tra il 17 e il 21 agosto, cioè immediatamente prima della revoca, Udali chiedeva a presidente e direttore di Confcommercio VdA di individuare una data per convocare il gruppo e discutere regole, candidature e programmi in vista del rinnovo. C’è però un aspetto che emerge con altrettanta evidenza mettendo quella cronologia accanto alla dimensione pubblica di Terziario Donna Valle d’Aosta - e che a buon vedere potrebbe costituire un punto di appoggio per Confcommercio Vda - ovvero il fatto che di una parte consistente delle attività oggi elencate da Udali, sulla stampa locale si è letto poco o nulla. Non perché un incarico associativo debba necessariamente tradursi in comunicati stampa, interviste o articoli di giornale, ma perché la differenza tra la mole del lavoro oggi documentato e la sua percezione pubblica sul territorio appare significativa. Ed è proprio in questo spazio che potrebbe inserisi uno dei nodi della vicenda. L’interrogativo, infatti, non riguarda tanto se Udali abbia partecipato o meno alle attività nazionali – circostanza che la documentazione consente ampiamente di ricostruire – ma quanto di quella partecipazione abbia prodotto una ricaduta autonoma, continuativa e riconoscibile di Terziario Donna in Valle d’Aosta. È probabilmente questa la chiave che consente di leggere la revoca al di là del semplice conteggio delle presenze o delle assenze alle riunioni di Giunta.
La missiva dell'avvocato Quagliolo sottolinea però che gli incarichi sarebbero stati svolti gratuitamente, fatta eccezione per i rimborsi delle spese effettivamente sostenute. Il legale definisce quindi la revoca "inattesa e ingiusta", precisa che Udali non intende ostacolare l’assemblea elettiva e chiede però che la conclusione del mandato non cancelli il lavoro compiuto né le attribuisca un giudizio di disinteresse che considera incompatibile con l’attività svolta. L'avvocato si riserva inoltre ogni iniziativa a tutela della sua assistita.
Quando parla di 'disinteresse' Confcommercio contesta, evidentemente, lo squilibrio che si sarebbe progressivamente creato tra rappresentanza nazionale e attività locale. Non è dunque il numero dei viaggi, delle assemblee o dei consigli nazionali a essere messo principalmente in discussione, quanto la loro positiva ricaduta associativa in Valle d’Aosta. La documentazione di Udali offre anche su questo una versione differente; nel 2024 risultano, per esempio, una riunione del direttivo regionale il 25 ottobre, il riordino e l’ampliamento della chat sino a 36 imprenditrici e soprattutto le iniziative di novembre contro la violenza sulle donne, con 22 adesioni, raccolta fondi, vetrine, video e altre attività. Nel febbraio 2025 Udali aveva inoltre chiesto alla struttura di regolarizzare formalmente il gruppo, aggiornare le componenti e introdurre i verbali.
È altrettanto vero, tuttavia, che scorrendo la stessa cronologia dal 2025 in avanti emerge una prevalenza di attività di raccordo, informazione, partecipazione a eventi nazionali, diffusione di bandi e comunicazioni rispetto a iniziative pubbliche strutturate organizzate direttamente in Valle dal gruppo. È una distinzione importante; non significa che Udali non abbia lavorato, ma aiuta a capire perché Confcommercio possa aver valutato diversamente quantità ed efficacia di quel lavoro.
Un altro elemento, verificato, riguarda il clima interno; nella Giunta e nel Consiglio di Confcommercio VdA la presenza femminile è consistente ma, dopo la revoca, non si sarebbe formato attorno a Udali un fronte interno di solidarietà o di contestazione della decisione. La guida provvisoria di Terziario Donna è stata immediatamente assunta da Amina Bodro, già vicepresidente di Confcommercio VdA, in attesa delle elezioni. Non è naturalmente una prova sulla bontà o meno della revoca, ma costituisce un elemento politico-associativo sicuramente significativo da parte di Confcommercio.
C’è poi una questione ulteriore, rimasta finora sullo sfondo, ovvero il rapporto tra ruolo associativo e visibilità personale. È su questo terreno che, secondo quanto ricostruito da LaPrimalinea.it, il rapporto fiduciario tra Udali e una parte dei vertici avrebbe cominciato a deteriorarsi già prima della revoca. Uno degli episodi potrebbe riguardare il riconoscimento attribuito al ristorante di famiglia 'Lo Riondet' di La Thuile alla presenza del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. L’iniziativa ha avuto certamente una forte connotazione personale (la cucina de Lo Riondet è apprezzata a livello internazionale e la gestione di Maria Elena Udali gode di stima e ammirazione da parte di clienti e dipendenti come poche altre) ma senza un preventivo coinvolgimento dei vertici regionali di Confcommercio e Fipe e quindi non sarebbe stata trasformata, secondo questa lettura, in un’occasione più ampia per il mondo delle imprese valdostane della ricettività e della ristorazione. Si tratta, va precisato, di una possibile valutazione da parte dei vertici dell’associazione, non certo della prova di un utilizzo improprio della carica; la distinzione è sostanziale ma l’episodio aiuterebbe a spiegare un problema di fiducia che evidentemente precede di molto il 21 agosto.
Alla fine, dunque, dalle carte emerge una vicenda ben più complessa di una semplice contrapposizione tra chi sostiene che Udali abbia lavorato e chi sostiene il contrario. L'imprenditrice può documentare un’attività associativa tutt’altro che inesistente, soprattutto sul piano nazionale e nel raccordo con le colleghe; Confcommercio, dall’altra parte, sembra contestare qualcosa di più specifico, cioè la progressiva distanza tra quella rappresentanza e ciò che i vertici si attendevano dal gruppo regionale, insieme a una gestione giudicata troppo individuale di alcune occasioni di visibilità.
Due valutazioni profondamente differenti dello stesso mandato, sulle quali si è innestato un rapporto fiduciario ormai logorato. La revoca del 21 agosto, a questo punto, appare quindi meno come la conseguenza improvvisa di alcune assenze dalla Giunta e molto più come l’atto finale di una frattura maturata nel tempo.




