Nuove mappe del rischio idrogeologico per il territorio di Valtournenche e, in particolare, per Breuil-Cervinia. Il Consiglio comunale, riunito giovedì 27 agosto, ha approvato all’unanimità la modifica e revisione della cartografia dei terreni sedi di frane e a rischio inondazioni, un provvedimento che fotografa una situazione più complessa rispetto al passato e che si intreccia anche con il progetto del nuovo impianto 3S The One.
A illustrare il documento è stato il referente dell’Ufficio tecnico comunale; la revisione deriva dall’Accordo di Programma sottoscritto tra Regione, Comune e Cervino Spa ed è stata richiesta dalla società nell’ambito dell’iter per la realizzazione del nuovo impianto.
La futura stazione di partenza del 3S è infatti prevista in prossimità del torrente Marmore, in un’area che, sulla base degli studi più recenti, risulta inedificabile. Nell’ambito degli approfondimenti è stata nuovamente studiata anche la frana di Fallinère. I risultati sono già stati condivisi con la Regione e saranno formalmente trasmessi dopo l’approvazione da parte del Consiglio comunale.
La sindaco Elisa Cicco ha spiegato che l’Amministrazione ha chiesto alla Regione di affiancare alla costruzione dell’impianto di risalita la realizzazione di un vallo a protezione dell’abitato. L’opera dovrebbe consentire di ridurre il rischio idrogeologico e, in un secondo momento, permettere una rivalutazione delle attuali condizioni di inedificabilità.
Sul provvedimento è arrivato anche il voto favorevole dell’opposizione; il capogruppo Roberto Avetrani, pur prendendo atto delle spiegazioni già anticipate durante uno specifico incontro, ha accompagnato il sì con una serie di osservazioni.
Secondo la minoranza, i nuovi studi condotti da Cervino Spa hanno evidenziato "l’esistenza di pericoli concreti di frane e inondazioni a monte della località di Breuil-Cervinia", tradotti nelle nuove mappe delle cosiddette “zone rosse”. A queste si aggiungono le aree interessate dai fenomeni alluvionali del giugno 2024, con conseguenze che riguardano una parte dell’abitato esistente e anche un’area precedentemente destinata a futura edificazione attraverso il PUD.
L’opposizione ha accolto quindi favorevolmente la previsione, contenuta nell’Accordo di Programma, di opere di mitigazione del rischio lungo il torrente Marmore, auspicando che gli interventi consentano una successiva revisione degli ambiti oggi classificati come inedificabili. Avetrani ha però richiamato anche la situazione del torrente Cervino, chiedendo di poter disporre al più presto dei progetti esecutivi delle opere di mitigazione del rischio, a oltre due anni dall’alluvione del 2024.
Nel ragionamento della minoranza rientra inoltre Cielo Alto, indicata come un’altra delle aree di fragilità idrogeologica presenti sul territorio comunale. La richiesta è quella di affrontare nel loro insieme le criticità dei diversi bacini, con studi e opere capaci di fornire soluzioni durature e, soprattutto, di garantire la sicurezza degli insediamenti già esistenti.
L’opposizione ha infine chiesto che, durante il percorso di revisione degli strumenti urbanistici, la popolazione venga direttamente coinvolta e informata, tanto sui problemi individuati quanto sulle possibili soluzioni.
Su quest’ultimo punto la sindaco Cicco ha precisato che il confronto è già cominciato: "Gli incontri con i referenti delle zone coinvolte, finalizzati a spiegare la situazione, sono già iniziati, poiché le informazioni devono pervenire loro direttamente dall’Amministrazione". Il voto unanime del Consiglio dà quindi il via libera alla nuova cartografia, mentre resta aperto il capitolo degli interventi necessari per ridurre il rischio idrogeologico e mettere in sicurezza le diverse aree di Breuil-Cervinia interessate dalle nuove classificazioni.




