Una neoplasia gastrica asportata completamente attraverso un intervento endoscopico, senza ricorrere alla chirurgia tradizionale. È stata eseguita per la prima volta all'ospedale 'Parini' di Aosta una resezione endoscopica a tutto spessore, nuova modalità di trattamento mininvasivo di alcune neoplasie gastrointestinali che consente, nei pazienti accuratamente selezionati, di ridurre l'invasività dell'intervento e i tempi di recupero.
La procedura è stata effettuata nelle scorse settimane dall'équipe di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva, diretta da Renato Santucci, ed è perfettamente riuscita. L'esame istologico successivo ha confermato la radicalità oncologica dell'intervento: il paziente non dovrà quindi essere sottoposto a un'operazione chirurgica tradizionale e il percorso proseguirà con una gastroscopia di controllo nei prossimi mesi. La particolarità della metodica consiste nella possibilità di raggiungere e rimuovere la lesione sfruttando le cavità naturali dell'organismo, senza incisioni chirurgiche esterne.
"Ci consente, in casi accuratamente selezionati, di trattare alcune piccole neoplasie con un approccio estremamente mininvasivo – spiega Santucci – che sfrutta le cavità naturali, quindi non sono necessari neppure i famosi 'tre buchini'". Il vantaggio principale è quello di poter asportare completamente la lesione in un'unica procedura, assicurando una ripresa più rapida e riducendo al minimo il rischio infettivo. Una possibilità che assume particolare importanza per i pazienti anziani o fragili, nei quali età e altre patologie possono aumentare i rischi connessi a un intervento chirurgico convenzionale.
La procedura viene effettuata con assistenza anestesiologica, ma senza la necessità di utilizzare una sala operatoria tradizionale. Attraverso uno specifico dispositivo, gli specialisti possono rimuovere in un solo momento la lesione insieme a tutti gli strati della parete del tratto digestivo interessato.
È proprio questo aspetto a distinguere la resezione a tutto spessore dalle altre procedure endoscopiche: viene provocata una perforazione controllata della parete del viscere, immediatamente richiusa dallo stesso dispositivo. In questo modo è possibile ottenere un campione integro da sottoporre all'esame anatomo-patologico, aumentando le possibilità di verificare la completa asportazione della neoplasia e contenendo contemporaneamente il rischio di complicanze.
Non si tratta, però, di una tecnica applicabile indistintamente a tutti i tumori gastrointestinali. La selezione dei pazienti deve essere rigorosa e tiene conto soprattutto delle caratteristiche e delle dimensioni della lesione, generalmente inferiori ai tre centimetri, oltre a richiedere uno studio diagnostico preliminare approfondito e la disponibilità di personale specificamente formato.
Proprio la possibilità di intervenire in maniera sempre meno invasiva rende ancora più importante la diagnosi delle neoplasie nelle fasi iniziali. Da qui il richiamo della Gastroenterologia del Parini alla prevenzione e all'adesione agli screening oncologici, a partire dalla ricerca del sangue occulto nelle feci per la diagnosi precoce dei tumori del colon-retto.
"Appropriatezza non significa fare meno esami – sottolinea Santucci – ma eseguire l'esame giusto, alla persona giusta e nel momento giusto". Parallelamente, secondo il responsabile della struttura, occorre continuare a investire sia nella formazione dei professionisti sia nelle tecnologie.
La nuova procedura rappresenta infatti un ulteriore passo nel potenziamento della Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva del Parini. "Questa prima procedura rappresenta bene la direzione nella quale vogliamo continuare a far crescere la sanità valdostana: competenze professionali elevate, tecnologie avanzate e cure sempre meno invasive per il cittadino", commenta il direttore sanitario dell'Usl, Mauro Occhi. La possibilità di effettuare prestazioni ad alta specializzazione ad Aosta, aggiunge Occhi, permette anche di evitare, quando le condizioni cliniche lo consentono, il trasferimento dei pazienti in strutture fuori Valle, con minori disagi per loro e per le famiglie.
Soddisfazione viene espressa anche dall'assessore regionale alla Sanità Carlo Marzi, che sottolinea come "la capacità di tradurre l'innovazione in benefici concreti per la salute delle persone è un risultato importante per la sanità valdostana". Marzi ricorda inoltre un altro intervento innovativo effettuato lo scorso giugno dall'équipe di Chirurgia toracica e ringrazia entrambe le strutture sanitarie coinvolte.
Il percorso di aggiornamento del Parini proseguirà nelle prossime settimane; la Usl ha programmato la sostituzione delle lavadisinfettatrici e l'acquisizione di strumenti endoscopici di ultima generazione, sia per rinnovare le apparecchiature esistenti sia per introdurre nuove tipologie di endoscopi. L'obiettivo è ampliare progressivamente le possibilità diagnostiche e terapeutiche disponibili direttamente in Valle, offrendo procedure sempre più avanzate e mininvasive e riducendo, quando possibile, la necessità per i pazienti valdostani di rivolgersi a strutture fuori regione.




