I recenti casi di cronaca legati alle mancate vaccinazioni contro la difterite riportano l’attenzione sulla prevenzione delle malattie infettive e sul rispetto degli obblighi vaccinali pediatrici. In Valle d’Aosta, sottolinea l’Azienda Usl, alcune delle misure che altre realtà sanitarie stanno introducendo in questi giorni erano già state adottate nell’estate del 2025, con il superamento, per i bambini non in regola, del sistema basato sulla sola prenotazione.
La riorganizzazione, realizzata dall’Usl insieme agli assessorati regionali alla Sanità e all’Istruzione, ha infatti introdotto la possibilità per le famiglie di accedere direttamente agli ambulatori vaccinali, senza prenotazione, per regolarizzare la posizione dei propri figli. L’obiettivo è soprattutto evitare che appuntamenti fissati e poi rinviati o cancellati possano prolungare una situazione di mancata vaccinazione.
"La Valle d’Aosta ha scelto già un anno fa di intervenire in modo concreto, rendendo più semplice l’accesso alle vaccinazioni e rafforzando il raccordo tra scuola, famiglie e Azienda sanitaria", spiega l’assessore regionale alla Sanità, Salute e Politiche sociali Carlo Marzi, ricordando come la prevenzione rappresenti "uno degli strumenti più efficaci che abbiamo per tutelare la salute pubblica".
I dati regionali indicano, per le coorti più recenti, coperture superiori al 95% per il ciclo vaccinale primario, che comprende anche la vaccinazione contro la difterite. Un livello giudicato elevato, ma che, avverte Marzi, "non può essere considerato un traguardo definitivo"; l’obiettivo rimane quello di evitare che bambini non vaccinati restino esposti a rischi prevenibili e, contemporaneamente, garantire una maggiore protezione alle persone più fragili.
La riorganizzazione del servizio è stata resa possibile anche attraverso l’attività della Struttura complessa Igiene e Sanità pubblica, diretta da Salvatore Bongiorno. "Il tragico caso ci ricorda che non possiamo considerare scomparse malattie solo perché, proprio grazie alle vaccinazioni, da molti anni le vediamo molto raramente - osserva Bongiorno -. La difterite è una malattia grave e potenzialmente letale, ma prevenibile attraverso la vaccinazione".
Parallelamente all’accesso diretto agli ambulatori, la Regione ha aggiornato anche le procedure per la verifica degli obblighi vaccinali in ambito scolastico. In vista dell’anno scolastico 2025-2026, una circolare regionale del 16 settembre 2025, successivamente integrata da una nota del 30 settembre, ha definito le modalità di applicazione in Valle d’Aosta delle disposizioni nazionali.
Il meccanismo prevede uno scambio diretto di informazioni tra scuole, servizi educativi per l’infanzia e Azienda Usl: sono gli istituti a trasmettere gli elenchi degli iscritti all’Azienda sanitaria, che verifica la posizione vaccinale e comunica gli esiti. Nel normale percorso di controllo, quindi, i genitori non devono presentare autonomamente certificazioni o altra documentazione.
Per i bambini che regolarizzano successivamente la propria posizione viene invece rilasciato il cosiddetto “Modello A”, da consegnare alla scuola. La valutazione del servizio vaccinale può inoltre classificare le diverse situazioni come “in regola”, “non in regola”, “in corso di regolarizzazione” oppure di “esonero”, sulla base della condizione specifica del bambino.
La procedura valdostana, precisa l’Usl, non introduce restrizioni aggiuntive rispetto alla normativa nazionale, ma punta a renderne più efficace l’applicazione, impedendo in particolare che ripetuti rinvii o cancellazioni degli appuntamenti si traducano nel protrarsi della mancata vaccinazione.
"Vaccinarsi non è soltanto una scelta di protezione individuale – conclude Bongiorno – ma uno strumento fondamentale di sanità pubblica. Le alte coperture raggiunte in Valle d’Aosta sono un risultato importante, che deve però essere mantenuto nel tempo. Il fatto che alcune malattie siano diventate eccezionali non significa che non esistano più: significa, al contrario, che la prevenzione ha funzionato".




