A meno di due settimane dalla consultazione lanciata da Confcommercio Valle d’Aosta, che ha chiamato cittadini e imprese a esprimersi sulla realizzazione del nuovo supermercato al Quartiere Dora, la mobilitazione contro il progetto fa un ulteriore passo avanti. Si è infatti costituito ufficialmente il Comitato “Quartiere Dora verde”, associazione spontanea promossa da alcuni residenti con lo slogan “Meno cemento più futuro”.
Il questionario di Confcommercio, ancora compilabile online, riguarda la variante urbanistica che prevede nell'area un supermercato di circa 2.260 metri quadrati, un centro medico e oltre 180 posti auto. Le risposte saranno utilizzate dall'associazione di categoria per predisporre le proprie osservazioni formali nell'ambito del procedimento urbanistico. Il questionario può essere compilato a questo link.
Ora, dunque, alla presa di posizione di Confcommercio e alle manifestazioni di contrarietà già espresse da diversi abitanti del quartiere si aggiunge la costituzione del nuovo Comitato, che dichiara apertamente l'obiettivo di fermare la costruzione della media struttura di vendita e dei relativi parcheggi nell'area compresa tra via Lavoratori Vittime del Col du Mont, via Berthet e via Buthier.
Al centro della contestazione c'è la variante al Piano urbanistico di dettaglio approvata dal Comune di Aosta, che ha modificato la destinazione dell'area da residenziale a commerciale. Il progetto originario, risalente al 2012 e rinnovato nel 2022, prevedeva invece la realizzazione di complessi abitativi.
"Il Comitato ci tiene a sgomberare il campo da qualsiasi equivoco – affermano Liliana Verre e Svetlana Duhaniuc, rispettivamente portavoce e vice portavoce –: su quell'area privata non potranno in alcun modo sorgere case popolari, poiché la destinazione consentita è esclusivamente quella legata all'edilizia residenziale privata. Di fronte alla scelta tra un nuovo insediamento della grande distribuzione e la salvaguardia dell'area verde, la priorità assoluta per il quartiere deve essere la tutela dell'ambiente e della qualità della vita".
Tra le ragioni indicate dal Comitato per opporsi all'intervento figurano la situazione abitativa di Aosta, l'impatto che un'ulteriore struttura della grande distribuzione potrebbe avere sul commercio di vicinato e le conseguenze ambientali dell'edificazione di quello che i promotori definiscono «l'ultimo spazio verde» del quartiere, considerato anche una fascia di separazione rispetto allo stabilimento della Cogne Acciai Speciali.
Secondo “Quartiere Dora verde”, trasformare in commerciale un'area precedentemente destinata alla residenza privata sarebbe inoltre poco coerente con la carenza di abitazioni a canoni accessibili. Sul fronte economico, il timore espresso è invece che una nuova media struttura di vendita non produca nuova occupazione in misura significativa, ma finisca soprattutto per sottrarre quote di mercato alle attività già presenti e ai negozi di vicinato.
La protesta contro il progetto era diventata visibile nei giorni scorsi anche attraverso lenzuoli e striscioni esposti sui balconi dei condomini affacciati sull'area, mentre la consultazione di Confcommercio aveva già raccolto centinaia di adesioni. Il 20 agosto la Tgr Valle d'Aosta riferiva di circa 750 risposte, con una percentuale di contrari indicata attorno al 95 per cento.
Il Comune di Aosta, dal canto suo, aveva precisato che il questionario non può essere considerato un referendum sulla variante: le opinioni raccolte possono contribuire a rappresentare aspettative e preoccupazioni, ma il procedimento urbanistico dovrà basarsi sugli elaborati progettuali, sui dati e sulle valutazioni tecniche previste.
Il primo appuntamento pubblico organizzato dal nuovo Comitato è fissato per sabato 29 agosto, dalle ore 9 alle 18, quando i volontari saranno presenti con un banchetto nel parco di piazza Battaglione Cervino, davanti alle scuole elementari del Quartiere Dora, per raccogliere le firme a sostegno di una petizione popolare da presentare al Consiglio regionale.
La petizione, spiegano Verre e Duhaniuc, chiede al Consiglio Valle "di aprire un confronto con il Comune di Aosta per il ritiro della variante urbanistica", sollecitando contemporaneamente un dialogo con residenti e associazioni di categoria sul futuro dell'area e sulla possibilità di destinarla "a reali necessità cittadine: spazi verdi, luoghi di aggregazione o servizi di prossimità davvero utili".




