Cronaca - 25 agosto 2026, 13:12

'Al carcere di Brissogne bonifici ai detenuti disponibili dopo giorni, perché questi ritardi?'

Riceviamo nel nostro Tiroir e pubblichiamo la lettera di una donna, familiare di un detenuto della Casa circondariale di Brissogne, che dopo aver letto il nostro articolo sui ventilatori acquistati ma non ancora consegnati ai detenuti segnala un altro problema che, a suo dire, si verifica con frequenza, ovvero i ritardi nell'accredito sul peculio delle somme inviate dai familiari

'Al carcere di Brissogne bonifici ai detenuti disponibili dopo giorni, perché questi ritardi?'

Gentile Redazione,

ho letto il vostro articolo di ieri sulla vicenda dei ventilatori destinati ai detenuti del carcere di Brissogne e vorrei approfittare dello spazio che dedicate alle lettere dei lettori per segnalare un altro problema che riguarda chi si trova ristretto in carcere e, inevitabilmente, anche le sue famiglie.

Parlo dei soldi che noi familiari inviamo ai nostri cari attraverso bonifico; la procedura è precisa, il denaro viene versato sul conto intestato alla Direzione dell'istituto penitenziario, utilizzando l'Iban indicato dal carcere e specificando nella causale nome, cognome e data di nascita della persona detenuta alla quale è destinata la somma.

Quei soldi, naturalmente, non vengono consegnati in contanti; devono essere accreditati sul conto interno del detenuto, il cosiddetto 'peculio', dal quale può poi attingere nei limiti e secondo le regole previste dall'istituto. Servono per le necessità quotidiane, per acquistare generi alimentari o prodotti per l'igiene attraverso il sopravvitto e, tra le altre cose, per sostenere le spese delle telefonate autorizzate. Il problema è il tempo che trascorre tra il momento in cui il bonifico arriva sul conto dell'istituto e quello in cui la somma viene effettivamente resa disponibile al detenuto. Non parliamo di qualche ora necessaria per le verifiche o per le normali procedure amministrative. Capita di dover aspettare diversi giorni e, in alcuni casi, addirittura settimane prima che il denaro risulti disponibile sul peculio.

Per chi sta 'fuori' può sembrare una questione di poco conto; per chi è in carcere non lo è affatto. Quelle somme servono per comprare ciò che occorre nella vita di tutti i giorni e spesso sono proprio le famiglie, magari con sacrificio, a inviarle sapendo che il proprio caro ne ha bisogno.

Comprendiamo perfettamente che ogni bonifico debba essere controllato, correttamente attribuito e registrato e che all'interno di un carcere esistano procedure che devono essere rispettate. Ma proprio perché oggi un trasferimento bancario avviene normalmente in tempi molto rapidi, diventa difficile capire perché, una volta che il denaro è arrivato sul conto dell'istituto e il beneficiario è chiaramente indicato nella causale, debbano trascorrere tanti giorni prima dell'accredito. Non chiediamo trattamenti di favore e neppure di aggirare le regole. Chiediamo semplicemente che una procedura ordinaria venga svolta in tempi ragionevoli e certi, perché dietro ogni bonifico non c'è soltanto una registrazione contabile: c'è una persona detenuta che aspetta e c'è una famiglia che ha inviato quei soldi proprio perché possano essere utilizzati. Capita poi, ovviamente, che per questi disagi alcuni detenuti se la prendano con gli incolpevoli agenti di Polizia penitenziaria, alimentando così negativamente un clima già di agitazione e tensione che non ha certo bisogno di ulteriori focolai.

Credo sarebbe utile capire da cosa dipendano questi ritardi; se si tratta di disservizi dell'Ufficio di ragioneria e se sia possibile organizzare il servizio in modo da evitare attese che, quando arrivano a durare settimane, appaiono davvero difficili da giustificare.

Una familiare di un detenuto della Casa circondariale di Brissogne (lettera firm

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