La sentenza della Corte di Cassazione sul processo per i prelievi illeciti dal lago di Lod, a Chamois, preoccupa l’Unione nazionale comuni comunità enti montani-Uncem, che vede nella decisione dei giudici un precedente potenzialmente rilevante per l’attività dei sindaci e degli amministratori dei territori montani.
La vicenda riguarda l’ex sindaco di Chamois, Mario Pucci, condannato a 1.800 euro di multa per deturpamento di bellezze naturali. Il procedimento giudiziario aveva preso le mosse da un esposto di Legambiente relativo ai prelievi d’acqua effettuati nel lago di Lod nella primavera del 2022. Nel marzo scorso la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’ex primo cittadino, rendendo così definitiva la condanna.
A suscitare l’attenzione dell’Uncem è soprattutto uno dei principi richiamati dalla Suprema Corte; "La Corte ha precisato che l’alterazione contemplata dalla norma penale non deve essere necessariamente irreparabile, sussistendo la lesione incriminata anche quando la bellezza dei luoghi possa essere ripristinata", sottolinea l’Unione nella sua nota.
Una formulazione che, secondo l’organizzazione rappresentativa degli enti montani, potrebbe avere conseguenze più ampie rispetto alla singola vicenda di Chamois. Uncem parla infatti di "un precedente giurisprudenziale di sensibile interesse per esaminare condotte di sindaci ed assessori" e non nasconde la propria forte preoccupazione. Il timore espresso è che il principio possa essere applicato anche ad altri interventi ordinariamente effettuati o autorizzati nei territori montani, dove gli amministratori sono frequentemente chiamati ad assumere decisioni che incidono temporaneamente sul paesaggio.
"Ci preoccupa questa segnalazione – afferma Uncem – soprattutto la parte in cui la Corte precisa che l’alterazione contemplata dalla norma penale non deve essere necessariamente irreparabile, sussistendo la lesione incriminata anche quando la bellezza dei luoghi possa essere ripristinata". Da qui l’interrogativo posto dalla stessa Unione: "Quindi il taglio di un bosco, nell’ottica di un giudice qualunque, potrebbe essere visto come una alterazione della bellezza del luogo?".
Il caso del lago di Lod, dunque, per Uncem supera i confini di Chamois e pone una questione più generale sulla responsabilità degli amministratori locali e sui margini entro i quali possono intervenire in territori sottoposti a tutela paesaggistica, soprattutto quando le modificazioni prodotte siano soltanto temporanee e successivamente ripristinabili.




