Di origini indiane, Cassera era cresciuto nella Bergamasca; arrivato in Val Seriana quando aveva appena nove mesi, era stato adottato insieme alla sorella da una coppia di Fiorano al Serio. Da ragazzo aveva lavorato come animatore nei villaggi turistici, esperienza che gli aveva permesso di coltivare quella naturale predisposizione a stare davanti al pubblico che molti anni dopo avrebbe deciso di trasformare in qualcosa di più. Professionalmente aveva seguito un'altra strada, lavorando prima in una ferramenta e successivamente in un'azienda della zona come responsabile degli acquisti. Gli impegni lavorativi e familiari non gli avevano però fatto abbandonare la passione per il palcoscenico.
Circa due anni fa aveva deciso di provarci seriamente, iscrivendosi all'Accademia del Comico di Milano. Erano quindi arrivati i primi spettacoli, le rassegne e i concorsi, dapprima nella Bergamasca e successivamente in altre località italiane fino alla serata di Valpelline del 17 luglio, quando Cassera aveva conquistato il premio BravoGrazie. Amava la Valle d'Aosta, il comico Bergamasco; il 2 agosto era stato a Courmayeur da dove aveva postato suggestive immagini sui social.
La sua comicità giocava soprattutto sulle proprie origini e sull'identità bergamasca, utilizzando stereotipi e pregiudizi per ribaltarli con ironia. Sul palco si presentava inizialmente con una tunica indiana e simulando un italiano incerto, per poi svelare una maglietta con la scritta bergamasca “pota” e raccontare, tra le risate del pubblico, di venerare una divinità molto particolare, l'Atalanta.
Quella vittoria sembrava poter rappresentare il punto di partenza per una nuova fase della sua carriera. La morte improvvisa ha invece interrotto un percorso che proprio nelle ultime settimane stava raccogliendo importanti riconoscimenti.
Numerosi i messaggi di cordoglio pubblicati sui social. Paolo Ruffini ne ha ricordato il sorriso, mentre Claudio Batta, che aveva già avuto modo di apprezzarlo in un concorso a Loano, ha ricordato il talento che aveva riconosciuto in lui e la simpatia nata nei loro incontri. Per il pubblico valdostano resta soprattutto il ricordo di quella serata di luglio a Valpelline, quando Naveen Cassera aveva conquistato il premio e gli applausi del pubblico, in quello che sarebbe diventato uno degli ultimi successi della sua breve carriera.