Integrazione e solidarietà - 14 agosto 2026, 14:20

Ventilatori al carcere di Brissogne, dono di Marco Sorbara e Movimento Diritti Detenuti

Da sn l'ufficiale della Polpen Rino Zanchetta;il consigliere regionale Marco Sorbara; la comandante del carcere di Brissogne, Martina Irrera e la criminologa e responsabile MIDD Martina Piazza

Da sn l'ufficiale della Polpen Rino Zanchetta;il consigliere regionale Marco Sorbara; la comandante del carcere di Brissogne, Martina Irrera e la criminologa e responsabile MIDD Martina Piazza

Nuova consegna di ventilatori alla Casa circondariale di Brissogne per cercare di alleviare i disagi provocati dalle alte temperature all'interno dell'unico istituto penitenziario della Valle d'Aosta.

L'iniziativa, promossa dal Movimento Italiano Diritti Detenuti-MIDD insieme al consigliere regionale Marco Sorbara (FI), segue quella dello scorso 7 agosto, quando trenta ventilatori a torretta erano stati consegnati al padiglione sanitario del carcere 'Lorusso e Cutugno' di Torino.

A portare oggi, venerdì 14 agosto, i ventilatori a Brissogne sono stati Martina Piazza, criminologa e responsabile dell'Area Lavoro del Movimento Italiano Diritti Detenuti e lo stesso Sorbara; l'iniziativa ha ricevuto anche il sostegno di don Nicola, parroco e cappellano del carcere di Aosta. Quello nato inizialmente come un intervento circoscritto si sta dunque trasformando in un'iniziativa più ampia dedicata alle condizioni negli istituti penitenziari durante i mesi più caldi. Temperature elevate, spazi ridotti e ventilazione insufficiente possono infatti rendere ancora più difficile la quotidianità sia dei detenuti sia del personale. Una situazione che a Brissogne non è aggravata dal sovraffollamento, mentre resta aperto il problema della cronica carenza di personale.

"A Torino la settimana scorsa, oggi a Brissogne; il caldo negli istituti di pena è un allarme ancora troppo poco attenzionato dalle istituzioni - afferma Giulia Troncatti, fondatrice del Movimento Italiano Diritti Detenuti -. Sappiamo che una donazione non cambia le condizioni strutturali di un carcere e non pretendiamo che lo faccia. Ma raccogliere una segnalazione e rispondere in pochi giorni è quello che possiamo fare".

Per Sorbara l'ingresso nell'istituto valdostano ha assunto anche un significato personale; il consigliere regionale ha trascorso 909 giorni privato della libertà personale prima di essere assolto e da tre anni porta avanti in Italia il progetto 'La Gabbia - 4 Passi per 2', attraverso incontri con studenti, istituzioni e cittadini.

"Tornare in un istituto penitenziario della mia regione, in questa veste, ha per me un significato particolare - spiega Sorbara -. L'esperienza che ho vissuto quando sono stato privato della libertà mi ha insegnato quanto anche un piccolo gesto possa fare la differenza nei momenti più difficili; ogni segno di attenzione, rispetto e umanità assume un valore immenso". Per il consigliere forzista "l'impegno istituzionale deve andare di pari passo con quello umano e sociale" e la politica deve tradursi anche in "vicinanza concreta alle persone".

pa.ga.

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