In vista dell’assemblea generale di Cva Spa del prossimo 21 agosto, chiamata a rinnovare i vertici della società, Pour l’Autonomie interviene nel dibattito sulle nomine, chiedendo che nella scelta di presidente e amministratore delegato non vengano considerate soltanto le competenze manageriali, ma anche la conoscenza del territorio e il ruolo strategico che la società riveste per la Valle d’Aosta.
Il Movimento prende posizione dopo le notizie sui colloqui che la Giunta regionale sta conducendo con i candidati alla guida della principale partecipata energetica valdostana e sottolinea come "la gestione della principale risorsa energetica regionale non possa prescindere dalle radici storiche, economiche e statutarie della nostra Autonomia".
Per Pour l’Autonomie, la Compagnia Valdostana delle Acque costituisce "un patrimonio strategico irrinunciabile per i valdostani", soprattutto alla luce delle scelte che dovranno essere affrontate nei prossimi anni sul futuro della società e, più in generale, sulla gestione delle risorse idriche della regione.
Da qui l’auspicio che il rinnovo dei vertici non diventi "solo un terreno di scontro interno, come è apparso in questi ultimi mesi", ma rappresenti invece l'occasione per un confronto che tenga conto delle origini di Cva e delle possibilità offerte dallo Statuto speciale in materia di gestione delle acque.
Pur precisando di non essere politicamente coinvolto nella scelta, il Movimento afferma di seguire "con la massima attenzione" l’evolversi della situazione e mette in guardia dal rischio che le nomine vengano definite sulla base di equilibri politici. L’invito è, in particolare, a non ricorrere al “manuale Cencelli”, come secondo Pour l’Autonomie sarebbe già avvenuto per altri importanti incarichi, privilegiando invece le competenze. Un criterio che, secondo il Movimento, deve però accompagnarsi alla conoscenza della realtà valdostana e alla consapevolezza del peso economico e strategico che Cva riveste per l’intera comunità regionale.




