Economia - 10 agosto 2026, 14:30

'Senza tutele gli inquilini costretti a lasciare gli alloggi messi in vendita'

Anziani, persone fragili e famiglie della 'fascia grigia' rischiano di trovarsi senza un'alternativa abitativa. Sunia Cgil chiede un confronto tra Regione, Comuni, enti competenti e parti sociali

'Senza tutele gli inquilini costretti a lasciare gli alloggi messi in vendita'

Non sono morosi e non hanno violato il contratto di locazione; in molti casi abitano nella stessa casa da anni, se non da decenni, ma devono lasciarla perché, dopo la morte del proprietario, gli eredi decidono legittimamente di vendere l'immobile. Una situazione che, in Valle d'Aosta, starebbe diventando sempre più frequente e che rischia di trasformarsi in una nuova faccia dell'emergenza abitativa.

A lanciare l'allarme è il Sunia Cgil Valle d'Aosta, il sindacato degli inquilini, che richiama l'attenzione sulla "totale assenza di strumenti di tutela per gli inquilini che si trovano nelle condizioni di maggiore fragilità", in un mercato nel quale la disponibilità di abitazioni in affitto è già estremamente ridotta.

Agli sportelli del Sunia, viene spiegato, si presentano sempre più persone con storie simili; inquilini di lungo corso che ricevono la disdetta del contratto perché l'abitazione deve essere venduta. Una possibilità prevista dalla legge e sulla cui legittimità il sindacato non solleva contestazioni. Il problema riguarda piuttosto ciò che accade dopo, soprattutto quando chi deve lasciare l'alloggio ha poche possibilità di trovare rapidamente una sistemazione alternativa. Tra i casi più delicati ci sono quelli degli anziani, chiamati ad affrontare un trasloco dopo aver trascorso una parte importante della propria vita nella stessa abitazione. Ancora più difficili sono le situazioni che riguardano persone non autosufficienti, allettate o con gravi patologie, assistite quotidianamente da familiari e operatori sanitari.

Ogni situazione, spiega il Sunia, viene affrontata singolarmente, cercando il dialogo con i proprietari e tentando di individuare possibili soluzioni. Ma gli strumenti disponibili vengono giudicati insufficienti rispetto a un problema aggravato dall'aumento del costo della vita, dalla perdita di potere d'acquisto e dalla scarsità di appartamenti disponibili sul mercato valdostano. A rischiare di rimanere senza risposte sono in particolare le persone appartenenti alla cosiddetta "fascia grigia", ovvero nuclei con un reddito superiore ai limiti previsti per accedere all'edilizia residenziale pubblica, ma allo stesso tempo insufficiente a sostenere i canoni richiesti dal mercato privato.

C'è poi un ulteriore paradosso evidenziato dal sindacato, per accedere ad alcuni strumenti destinati all'emergenza abitativa è spesso necessario trovarsi già in una situazione di sfratto. Chi deve lasciare l'appartamento perché il contratto viene disdetto in vista della vendita dell'immobile rischia quindi di non rientrare nelle forme di sostegno esistenti, pur non avendo a disposizione un'altra casa.

Da qui la richiesta del Sunia Cgil VdA di aprire un confronto "serio tra Regione, Comuni, enti competenti e parti sociali" per studiare strumenti specifici che permettano di accompagnare gli inquilini verso una nuova sistemazione prima che la perdita dell'alloggio diventi una vera emergenza sociale.

La richiesta non è quella di comprimere il diritto dei proprietari a vendere e disporre liberamente dei propri immobili, che il Sunia riconosce espressamente debba essere garantito, ma di costruire parallelamente una rete di protezione per chi perde la casa per ragioni indipendenti dalla propria volontà, con particolare attenzione alle persone più vulnerabili.

Senza interventi concreti, avverte il sindacato, il rischio è che un numero crescente di cittadini finisca per rivolgersi ai servizi di emergenza o, nei casi più gravi, si trovi privo di qualsiasi sistemazione. Per il Sunia è quindi necessario che la politica intervenga prima che un problema abitativo già evidente assuma dimensioni ancora più difficili da gestire.

pa.ga.

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