Economia - 08 agosto 2026, 14:41

Pil 2026, per il CER la Valle d'Aosta rischia la recessione; unica regione italiana a segno meno

Le stime elaborate dal Centro Europa Ricerche per Confesercenti indicano per la Valle d’Aosta una contrazione dello 0,1% nel 2026. Il dato è il peggiore d’Italia, in un quadro nazionale che vede invece il Pil crescere dello 0,9%

Pil 2026, per il CER la Valle d'Aosta rischia la recessione; unica regione italiana a segno meno

La Valle d’Aosta potrebbe essere l’unica regione italiana a chiudere il 2026 con il Pil in diminuzione. È quanto emerge dalle elaborazioni realizzate dal Centro Europa Ricerche-CER per Confesercenti sull’andamento dell’economia nei diversi territori italiani.

La previsione per la nostra regione è di una contrazione dello 0,1%, un dato che, se confermato a fine anno, significherebbe tecnicamente un arretramento dell’economia valdostana e che colloca la Valle d’Aosta all’ultimo posto della graduatoria nazionale. Il dato assume particolare rilievo se confrontato con le prospettive complessive del Paese; per l’Italia le più recenti previsioni indicano infatti una crescita del Pil nel 2026 attorno allo 0,9%, mentre il Nord-Ovest, macroarea alla quale appartiene la Valle d’Aosta, dovrebbe avanzare mediamente dello 0,8%.

La distanza è quindi significativa; non solo la Valle non seguirebbe la crescita nazionale, ma si muoverebbe in direzione opposta. Immediatamente sopra si trovano la Calabria, sostanzialmente ferma con un +0,1%, e il Molise, per il quale viene stimato un +0,5%; all'altra estremità della classifica c'è il Trentino-Alto Adige, con una crescita prevista dell'1,5%, seguito da Lazio e Toscana al +1,2%. Liguria, Emilia-Romagna e Basilicata dovrebbero invece attestarsi all'1,1%.

Particolarmente significativo, per una regione alpina e autonoma come la nostra, è proprio il confronto con il Trentino-Alto Adige; tra le due realtà, secondo le stime, ci sarebbero 1,6 punti percentuali di differenza nella variazione del Pil. Bolzano, inoltre, risulta il capoluogo con la crescita più sostenuta d'Italia, pari all'1,8%.

Quella del CER resta naturalmente una previsione, e uno scostamento dello 0,1% è sufficientemente contenuto da poter essere modificato dall'andamento dell'economia nei prossimi mesi. Il segnale, tuttavia, è tutt'altro che irrilevante: mentre l'economia italiana sembra mostrare una tenuta leggermente superiore alle aspettative e alcune regioni accelerano, la Valle d'Aosta viene indicata come il territorio con le prospettive di crescita più deboli del Paese.

Un campanello d'allarme soprattutto considerando che il 2026 è caratterizzato anche da una ripresa dell'inflazione, con una crescita dei prezzi a livello nazionale stimata intorno al 3%. Una combinazione tra economia stagnante o in lieve arretramento e aumento del costo della vita che, qualora le previsioni fossero confermate, finirebbe inevitabilmente per pesare sul potere d'acquisto delle famiglie e sulle attività economiche valdostane.

red.laprimalinea.it

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