Secondo Avs, il via libera rappresenta il passaggio che consentirà finalmente alla Regione di disciplinare con una propria legge le modalità di rilascio delle concessioni per l'utilizzo delle acque destinate alla produzione di energia idroelettrica, un tema ritenuto strategico anche in vista della scadenza, tra tre anni, delle 29 concessioni che consentono alla Compagnia Valdostana delle Acque-Cva di operare sull'intero territorio regionale.
In una nota il Movimento rivendica di aver sostenuto questa strada già nel 2019, quando Rete Civica e Verdi portarono la questione in Consiglio Valle opponendosi all'ipotesi di una quotazione in Borsa di Cva. In quell'occasione, ricordano, venne proposto il ricorso a una norma di attuazione dello Statuto speciale per mantenere la società interamente pubblica e orientata al bene comune.
Avs ricostruisce anche l'iter della norma, spiegando che la proposta venne recepita dall'allora presidente della Commissione paritetica Stato-Regione, Robert Louvin, che predispose una prima bozza nell'estate del 2019. Un percorso che, nelle previsioni iniziali, avrebbe dovuto concludersi in pochi mesi ma che, secondo il Movimento, ha richiesto sette anni a causa dei cambiamenti nella composizione della Commissione paritetica, della "scarsa volontà politica" dell'Union Valdôtaine e della resistenza dei vertici di Cva, accusati di perseguire obiettivi differenti.
Pur sostenendo che il testo sia stato nel tempo "indebolito e pasticciato", Avs evidenzia come sia rimasto intatto l'aspetto ritenuto più importante, ovvero la possibilità per la Regione di riassegnare direttamente, senza gara, le concessioni in scadenza a una società interamente controllata dall'ente pubblico e orientata al bene comune anziché al profitto.
Per il Movimento il lavoro, però, non si conclude con l'approvazione della norma di attuazione. L'attenzione si sposta ora sulla futura legge regionale che dovrà disciplinare il settore. Avs ricorda di aver già depositato, nel mese di luglio, una proposta di legge finalizzata ad avviare il percorso per trasformare Cva in una società "in house", condizione che consentirebbe la riassegnazione diretta delle 29 concessioni in scadenza. L'obiettivo politico dichiarato è quello di riportare la società energetica regionale alla sua funzione originaria, mettendola al servizio della collettività attraverso la fornitura di energia a costi contenuti per famiglie e imprese e facendone uno degli strumenti principali della transizione ecologica della Valle d'Aosta. Un percorso che, conclude Avd, dovrebbe accompagnare la regione verso il traguardo di una Valle d'Aosta "fossil fuel free" entro il 2040, come previsto da un indirizzo approvato dal Consiglio Valle.