Una vicenda che ha dell'incredibile e che, a quanto pare dopo rapido riscontro, non rappresenta un caso isolato. A segnalarla alla nostra redazione è una lettrice, che nei giorni scorsi si è recata alla Usl della Valle d'Aosta per ritirare referti radiografici.
Una volta rientrata a casa e aperta la busta consegnata allo sportello, la brutta sorpresa: insieme ai referti cartacei mancava il cd/dvd sanitario sul quale vengono normalmente registrate le immagini diagnostiche, indispensabili per consentire agli specialisti di visionare gli esami durante le visite e formulare una diagnosi.
Convinta si trattasse di una semplice dimenticanza, la donna ha contattato il Cup, ma la risposta ricevuta l'ha invece lasciata senza parole; l'operatrice, con evidente imbarazzo, le ha spiegato di aver ricevuto precise indicazioni dall'Usl sul fatto che le scorte di supporti ottici sono da tempo terminate e, al momento, non è noto se e quando i cd saranno nuovamente acquistati.
La soluzione proposta sarebbe stata quella di acquistare autonomamente un cd o un dvd vergine certificato per uso sanitario, portarlo a mani nel reparto o nell'ambulatorio dove è stato eseguito l'esame e chiedere agli operatori di trasferire le immagini radiologiche sul supporto fornito dal paziente. Una soluzione che, però, si scontra con un ulteriore problema; secondo quanto riferisce la lettrice, quei particolari cd o dvd medicali risultano ormai introvabili nei negozi di Aosta. Una circostanza confermata anche da diversi cittadini che, nelle ultime settimane, avrebbero cercato inutilmente questo tipo di supporto, senza riuscire a reperirlo.
La situazione, sempre secondo le testimonianze raccolte dalla nostra redazione, va avanti così ormai da mesi; sono sempre più numerosi gli utenti che, al momento del ritiro dei propri esami radiologici, si sentono rispondere che i supporti magnetici sono esauriti. Il problema non è di poco conto; le immagini radiografiche non rappresentano un semplice allegato al referto scritto, ma costituiscono uno strumento essenziale per ortopedici, radiologi, chirurghi e altri medici specialisti, che devono poter visionare direttamente gli esami per valutare correttamente le condizioni del paziente, confrontarle con accertamenti precedenti e decidere il percorso terapeutico più appropriato.
Al netto di quanto descritto dalla lettrice, appare difficile comprendere come un servizio sanitario possa scaricare sui cittadini l'onere di reperire un supporto ormai difficile da trovare sul mercato, tanto più quando questo rappresenta parte integrante della documentazione clinica. La Usl dovrebbe chiarire al più presto l'entità del problema, le ragioni della carenza dei supporti e soprattutto i tempi previsti per il ripristino del servizio, evitando che siano ancora una volta i pazienti a dover affrontare disagi e costi per ottenere una documentazione sanitaria completa.




