Il CdA sostiene che la decisione dei giudici di Torino rappresenta "un cambiamento significativo rispetto all'assetto definito nei mesi scorsi, dopo che il Tribunale aveva confermato la misura di prevenzione chiedendo il completamento del percorso di rafforzamento organizzativo della società".
Nel provvedimento, secondo quanto riferisce la società partecipata, i giudici riconoscono che il Casinò era già consapevole delle criticità organizzative e gestionali interne e che aveva autonomamente avviato una serie di interventi correttivi. Tra questi vengono richiamati l'interruzione dei rapporti di lavoro con i dipendenti coinvolti nelle indagini, la chiusura della cosiddetta 'Cassa 44', la risoluzione del contratto con un porteur interessato dall'inchiesta, la revisione del modello organizzativo previsto dal decreto legislativo 231/2001 e il passaggio dalla figura dell'Amministratore unico a un Consiglio di amministrazione.
Nel comunicato il Cda esprime inoltre apprezzamento per il lavoro svolto dagli amministratori giudiziari Corradino Corrado e Ivano Berardi, sottolineando come l'approccio improntato alla collaborazione abbia consentito di definire rapidamente il reale perimetro delle criticità e di proseguire il percorso di riorganizzazione.
Affermando che 'la Casa da gioco non è un luogo di malaffare', la società rivendica anche il ruolo del personale della Casa da gioco, affermando che "il risultato odierno è frutto del lavoro quotidiano dei dipendenti e ribadendo che eventuali condotte illecite contestate dall'autorità giudiziaria rappresentano fatti individuali, estranei all'identità e alla cultura aziendale". Nel comunicato si evidenzia inoltre che l'amministrazione giudiziaria prevista dall'articolo 34 del Codice antimafia non costituisce una sanzione nei confronti dell'impresa, ma uno strumento finalizzato al rafforzamento dei presidi organizzativi e di controllo.
Il Tribunale ha infine invitato amministratori giudiziari e organi societari a predisporre congiuntamente, entro l'11 settembre 2026, data della prossima udienza al Tribunale di Torino, un cronoprogramma delle attività ancora da completare. Gli obiettivi indicati sono quelli previsti dalla normativa europea in materia di prevenzione del riciclaggio e saranno perseguiti attraverso il potenziamento delle funzioni di compliance, antiriciclaggio, internal audit e risk management, oltre alla revisione del Modello 231 e del Codice etico.
L'obiettivo dichiarato dal Consiglio di amministrazione è "consegnare al territorio valdostano un'azienda più forte, più trasparente e all'altezza della fiducia di chi vi lavora e di chi la frequenta".