Cultura - 24 luglio 2026, 20:45

Dalla Valle d'Aosta un passo decisivo verso l'esplorazione di una luna di Giove

L'Osservatorio di Saint-Barthélemy sulla prestigiosa rivista scientifica 'Nature Astronomy'. Successo ottenuto nella notte tra il 15 e il 16 dicembre 2025 da Jean Marc Christille, direttore della Fondazione Clément Fillietroz, insieme al tecnologo Stefano Sartor

Una rappresentazione artistica di Callicore, luna di Giove

Una rappresentazione artistica di Callicore, luna di Giove

Un risultato scientifico di rilievo internazionale porta la firma dell'Osservatorio Astronomico della Valle d'Aosta. Lo studio dedicato a Callicore, una delle più piccole e misteriose lune irregolari di Giove, è stato infatti pubblicato su 'Nature Astronomy', tra le più autorevoli riviste scientifiche del settore, coronando un lavoro che ha visto il polo astronomico di Saint-Barthélemy protagonista assoluto di una collaborazione mondiale.

Il contributo valdostano è stato determinante, l'Osservatorio Astronomico regionale è stato infatti l'unico al mondo a riuscire a osservare l'occultazione di una stella da parte di Callicore, un fenomeno estremamente raro che ha consentito di ottenere la prima caratterizzazione fisica del piccolo satellite naturale di Giove, dal diametro stimato tra i quattro e i cinque chilometri. I nuovi dati raccolti rappresentano un tassello fondamentale per valutare la possibilità che la sonda europea Jupiter Icy Moons Explorer-JUICE possa effettuare un sorvolo ravvicinato della luna gioviana nel 2031.

L'osservazione è stata effettuata nella notte tra il 15 e il 16 dicembre 2025 da Jean Marc Christille, direttore della Fondazione Clément Fillietroz, insieme al tecnologo Stefano Sartor. Per registrare un evento durato meno di due decimi di secondo è stato necessario mettere a punto una sofisticata strategia osservativa, coordinando il telescopio principale da 810 millimetri con altri due strumenti da 400 millimetri attraverso un algoritmo sviluppato appositamente dal team valdostano.

Lo studio, coordinato dal ricercatore Juan Luis Rizos dell'Instituto de Astrofísica de Andalucía (IAA-CSIC) di Granada, ha coinvolto anche alcuni dei più importanti strumenti astronomici al mondo, tra cui l'Hubble Space Telescope e il Gran Telescopio Canarias. Tra i coautori figurano, oltre a Christille e Sartor, anche Pasquale Palumbo dell'INAF-IAPS, responsabile scientifico della fotocamera JANUS installata proprio sulla missione JUICE dell'Agenzia Spaziale Europea.

Grazie ai nuovi dati è stato possibile ridurre di oltre l'80 per cento l'incertezza sulla posizione futura di Callicore, passando da oltre 1.500 chilometri a circa 260. Un miglioramento che potrebbe rendere concretamente pianificabile un incontro ravvicinato tra la sonda europea e il piccolo satellite nell'ottobre del 2031, ampliando in modo significativo il ritorno scientifico della missione.

Callicore appartiene al cosiddetto gruppo di Carme, formato da lune irregolari che orbitano attorno a Giove in senso opposto alla rotazione del pianeta e che, secondo gli astronomi, deriverebbero dalla frammentazione di un antico corpo celeste catturato dalla gravità del gigante gassoso miliardi di anni fa. Proprio per le sue caratteristiche, questa piccola luna potrebbe offrire preziose informazioni sulla materia primordiale e sui processi che hanno accompagnato la nascita del Sistema solare.

Grande soddisfazione per l'esito brillante del lavoro dell'Osservatorio (che ha ricevuto il sostegno della Fondazione Crt di Torino) è stata espressa dal presidente della Giunta, Renzo Testolin (a sn nella foto sopra), che oggi in conferenza stampa ha definito il risultato "un'ulteriore conferma del riconoscimento internazionale dell'attività scientifica della Fondazione Clément Fillietroz". Secondo il presidente, il successo dimostra come gli investimenti nella ricerca rappresentino una leva strategica per accrescere competitività e attrattività del territorio, anche in vista della nascita del futuro Centro unificato di ricerca scientifica della Valle d'Aosta.

L'impresa assume un valore ancora maggiore considerando che, tra tutti gli osservatori coinvolti nella campagna internazionale, dagli Stati Uniti al Medio Oriente, soltanto quello valdostano è riuscito a registrare l'occultazione di Callicore. Maltempo, problemi tecnici o una posizione geografica sfavorevole hanno infatti impedito agli altri centri di ottenere il medesimo risultato. Un successo che testimonia l'elevato livello di competenze sviluppato negli oltre vent'anni di attività del polo astronomico di Saint-Barthélemy e che proietta ancora una volta la Valle d'Aosta al centro della ricerca astronomica internazionale.

red.laprimalinea.it

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