Dopo il duro comunicato diffuso da Fim, Fiom e Uilm al termine dell'incontro al ministero delle Imprese e del Made in Italy, arriva la replica della Cogne Acciai Speciali-Cas, che respinge l'accusa di voler smantellare la contrattazione aziendale e ribadisce la disponibilità a proseguire il confronto con le organizzazioni sindacali.
L'azienda interviene - con una nota firmata dall'ad, Monica Pirovano (foto sotto) all'indomani del tavolo convocato al Mimit e coordinato dal consigliere del ministro per le politiche di riconversione industriale, Giampietro Castano, al quale hanno partecipato la direzione della Cas; l'Unione Industriali di Torino; Confindustria Valle d'Aosta; il vicepresidente della Giunta e assessore allo Sviluppo economico, Luigi Bertschy, accompagnato dal dirigente Marco Nuti, oltre ai rappresentanti nazionali, territoriali e alle Rsu di Fim, Fiom e Uilm.
Secondo la società, nel corso dell'incontro è stato affrontato innanzitutto l'andamento dell'azienda, con particolare riferimento allo scenario geopolitico internazionale, alle condizioni del mercato e agli effetti delle recenti misure europee di salvaguardia per il settore siderurgico. Su questi temi, sottolinea la Cogne Acciai Speciali, si sarebbe svolto un confronto definito "franco e pacato", durante il quale la direzione avrebbe fornito risposte puntuali alle richieste di chiarimento avanzate dalle organizzazioni sindacali, confermando la disponibilità a proseguire gli approfondimenti insieme alle istituzioni.
Resta invece aperto il nodo della contrattazione aziendale; l'azienda riconosce che permangono differenze di vedute con i sindacati, soprattutto riguardo ai tempi della trattativa per il rinnovo del contratto integrativo, ma precisa che il proprio obiettivo è discutere nel merito i contenuti dell'accordo per arrivare alla definizione di un nuovo premio di risultato destinato a tutti i lavoratori già nel corso del 2026. Per questo motivo la direzione conferma il calendario degli incontri già programmati, a partire dalla riunione del 24 luglio, e annuncia fin d'ora la disponibilità a prolungare il negoziato fino al 30 novembre, così da favorire una trattativa approfondita.
La Cas respinge inoltre una delle principali accuse mosse dai sindacati, ossia quella di voler cancellare la contrattazione integrativa. "La volontà dell'azienda - si legge nella nota - non è mai stata quella di eliminare il contratto di secondo livello". Al contrario, la società afferma di voler costruire insieme alle organizzazioni sindacali un nuovo accordo che sappia rispondere alle esigenze dei lavoratori e, allo stesso tempo, accompagnare il percorso industriale dell'acciaieria aostana. L'azienda conclude auspicando che nei prossimi incontri prevalgano "il senso di responsabilità e la volontà di individuare i necessari punti di intesa", così da superare le attuali divergenze e raggiungere un'intesa condivisa nell'interesse sia dei lavoratori sia della stessa 'Cogne'.
La posizione espressa dalla società si contrappone a quella illustrata poche ore prima da Fim, Fiom e Uilm, che avevano definito "inaccettabile" la conferma della disdetta dell'attuale contratto integrativo, annunciando lo stato di agitazione e preannunciando possibili iniziative di mobilitazione e sciopero. Il confronto tra azienda e sindacati proseguirà dunque già nei prossimi giorni, con il tavolo del 24 luglio che potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per cercare di ricucire una frattura che coinvolge la più grande realtà industriale della Valle d'Aosta.




