Si irrigidisce il confronto alla Cogne Acciai Speciali-Cas e cresce la tensione attorno alla più importante realtà industriale della Valle d'Aosta. L'incontro svoltosi al ministero delle Imprese e del Made in Italy-Mimit tra azienda, organizzazioni sindacali e istituzioni si è infatti concluso senza passi avanti, mentre la decisione della società di confermare la disdetta dell'accordo integrativo aziendale ha provocato una dura reazione delle sigle sindacali, che annunciano mobilitazioni e non escludono lo sciopero.
A esprimere forte preoccupazione è anche il segretario regionale della Fiom Cgil Valle d'Aosta, Fabrizio Graziola, secondo cui l'esito del confronto romano rappresenta un segnale estremamente negativo: "La Fiom Valle d'Aosta è fortemente preoccupata per l'esito dell'incontro al Mimit, nel quale l'azienda ha ribadito la volontà di mantenere la disdetta dell'integrativo - afferma Graziola -. Non possiamo accettare, per rispetto dei lavoratori, che sia l'azienda a dettare i tempi di una trattativa così importante. Anche le istituzioni regionali e nazionali hanno espresso preoccupazione per la situazione che si sta creando nell'azienda più grande della Valle d'Aosta".
Nel comunicato unitario diffuso da Fim, Fiom e Uilm nazionali e territoriali, il confronto viene definito un vero punto di rottura nelle relazioni industriali costruite negli anni all'interno dello stabilimento aostano. I sindacati ricordano come già da tempo fossero emersi segnali di difficoltà, tra la mancata conferma dei contratti a termine e il continuo ricorso agli ammortizzatori sociali, ma sottolineano che la scelta di disdire gli accordi sindacali rappresenta uno "strappo" senza precedenti.
Secondo le organizzazioni dei lavoratori, la Cas avrebbe deciso di cancellare un modello di relazioni industriali che per decenni ha consentito di conciliare le esigenze produttive con quelle occupazionali. Viene ricordato come i dipendenti abbiano sempre dimostrato disponibilità ad affrontare momenti difficili attraverso accordi sulla flessibilità, sulla gestione degli ammortizzatori sociali e dello straordinario, contribuendo alla competitività dell'azienda.
Nel corso dell'incontro al ministero, spiegano ancora Fim, Fiom e Uilm, è stato chiesto all'azienda di rispettare quanto previsto dall'attuale contratto integrativo, che contempla l'ultrattività dell'accordo fino alla sottoscrizione di una nuova intesa. Una richiesta condivisa anche dai rappresentanti del Mimit e della Regione Valle d'Aosta, ma che - denunciano i sindacati - non avrebbe trovato alcuna disponibilità da parte dell'azienda. Per le organizzazioni sindacali si tratta di un atteggiamento "inaccettabile»"non soltanto nei confronti dei lavoratori, ma anche delle istituzioni e dell'intera comunità valdostana. Da qui la richiesta di ripristinare corrette relazioni sindacali, senza che la trattativa venga condizionata dalla revoca dell'accordo integrativo.
La vertenza è ora destinata a spostarsi anche sul territorio. I sindacati annunciano infatti l'avvio dello stato di agitazione e dichiarano di essere pronti a mettere in campo tutte le iniziative necessarie, comprese mobilitazioni e scioperi, per difendere il salario dei lavoratori e il sistema di contrattazione costruito negli anni.
Un nuovo momento di confronto è atteso il 24 luglio; le organizzazioni sindacali rivolgono un appello alla Cogne affinché utilizzi quell'appuntamento per riaprire il dialogo e riportare serenità all'interno della più grande azienda della Valle d'Aosta, evitando che la vertenza si trasformi in uno scontro destinato ad avere ripercussioni sull'intero tessuto economico e sociale della regione.




