Si sono concluse oggi, dopo lunghi giorni senza esito, le ricerche della donna precipitata nel torrente Valeille, in località Lillaz nel territorio di Cogne lo scorso 25 giugno. La Centrale Unica del Soccorso-Cus e il Corpo valdostano dei Vigili del Fuoco hanno comunicato che questa mattina è stato individuato e recuperato un corpo senza vita, la cui identità è attualmente in fase di verifica, anche se tutto lascia ritenere che si tratti della donna dispersa da quasi un mese.
Il corpo è stato rinvenuto in un anfratto nascosto dalla presenza di una cascata, un punto che in condizioni normali non era ispezionabile. Per consentire il recupero, i soccorritori hanno adottato una complessa soluzione tecnica che ha previsto la gestione del flusso dell'acqua attraverso le briglie situate a monte del torrente.
Alle operazioni hanno preso parte il Corpo valdostano e nazionale dei Vigili del Fuoco, in collaborazione con la Protezione civile regionale.
L'incidente risale al 25 giugno, quando la donna, di origini statunitensi, era caduta nelle acque del torrente cercando di recuperare il proprio cane. Le due figlie della vittima erano state tratte in salvo in tempi rapidissimi grazie anche all'intervento dell'elicottero Sierra Alfa 1 del soccorso valdostano, mentre le ricerche della donna si erano subito rivelate particolarmente difficili.
Nei giorni successivi era stata effettuata un'approfondita ispezione delle pozze del torrente, arrivando a controllare circa l'85% dei volumi idrici interessati. Tuttavia, la forza della corrente, la presenza di vortici e la notevole portata dell'acqua avevano costretto i soccorritori a sospendere temporaneamente le immersioni, sia per le ridotte possibilità di individuare il corpo sia per garantire la sicurezza degli operatori.
Successivamente, i tecnici della Protezione civile regionale e i Vigili del Fuoco hanno studiato una soluzione ingegneristica per rendere possibile una nuova ricerca. Dopo diversi sopralluoghi lungo il tratto di alveo interessato, esteso per circa 150 metri, è stata predisposta la chiusura programmata delle tubazioni di fondo di due briglie esistenti, creando temporaneamente due invasi in grado di trattenere complessivamente circa 7.000 metri cubi d'acqua.
Questa manovra ha consentito di ridurre sensibilmente la portata del torrente, aprendo una finestra operativa di circa 20-30 minuti durante la quale i sommozzatori hanno potuto immergersi in condizioni di maggiore sicurezza. È proprio nel corso di questa operazione che è stato individuato e recuperato il corpo. Restano ora da completare le procedure di riconoscimento per la conferma ufficiale dell'identità.




