Via libera del Consiglio Valle al disegno di legge urgente per assicurare la regolare erogazione dei Livelli essenziali di assistenza-Lea e garantire la continuità del sistema sanitario regionale. Il provvedimento, approvato nella seduta del 16 luglio con 20 voti favorevoli della maggioranza (Union Valdôtaine, Centro Autonomista e Forza Italia) e 15 astensioni delle opposizioni, autorizza un incremento della spesa corrente di 18 milioni e 841 mila euro destinato a coprire gran parte del disavanzo preventivato dall'Azienda Usl per il 2026.
La legge, composta da 13 articoli, non si limita al rifinanziamento della sanità, ma introduce anche una serie di modifiche in materia sanitaria, sociale ed edilizia assistenziale. Tra le principali novità figurano l'istituzione del Registro regionale degli arresti cardiaci extraospedalieri, il proseguimento della collaborazione con il Piemonte per la formazione dei medici di medicina generale, l'aggiornamento delle commissioni per la valutazione della disabilità e nuove misure finanziarie a favore degli enti che gestiscono servizi per anziani, persone con disabilità e prima infanzia.
Nel presentare il testo, la relatrice Luisa Trione (Centro Autonomista) ha sottolineato che l'obiettivo è garantire la continuità e la qualità dei Lea, assicurando al tempo stesso l'equilibrio del sistema sanitario e una gestione più efficiente dei servizi sociali.
Il dibattito in Aula si è concentrato soprattutto sulla sostenibilità economica della sanità regionale. Pur riconoscendo la necessità dello stanziamento, tutte le opposizioni hanno scelto l'astensione, contestando il ricorso a un intervento straordinario per coprire un disavanzo ritenuto strutturale.
Per il Partito Democratico-Federalisti Progressisti, Clotilde Forcellati ha evidenziato come il provvedimento affronti solo una parte del problema, ricordando che restano ancora da reperire circa 6 milioni di euro per chiudere il bilancio 2026. Ha inoltre ribadito la necessità di una programmazione finanziaria stabile e di investimenti sul personale, anziché sul ricorso sistematico agli straordinari per ridurre le liste d'attesa.
Critiche analoghe sono arrivate dalla Lega Vallée d'Aoste; Andrea Manfrin ha parlato di un intervento che copre soltanto l'80% del disavanzo dell'Usl, rinviando il resto a futuri provvedimenti, e ha denunciato una gestione che continua a rincorrere le emergenze anziché pianificare il futuro della sanità valdostana. Il gruppo, insieme a La Renaissance Valdôtaine, ha inoltre proposto senza successo un ordine del giorno per riconoscere un'indennità aggiuntiva agli operatori socio-sanitari.
Anche Alleanza Verdi e Sinistra, con Eugenio Torrione, ha espresso dubbi sulla sostenibilità della crescita della spesa sanitaria negli anni futuri, pur apprezzando misure come il nuovo registro degli arresti cardiaci e gli interventi sulla formazione dei medici di famiglia.
Da Fratelli d'Italia sono arrivate critiche alla mancanza di un piano strutturale per riportare in equilibrio i conti dell'Usl. Aldo Domanico (FdI) ha sostenuto che il rischio sia quello di ripianare ogni anno i disavanzi senza intervenire sulle cause, mentre Massimo Lattanzi ha parlato di una sanità regionale in "continua emergenza" nonostante le ingenti risorse investite.
Diversa la posizione della maggioranza. Marco Sorbara (FI) ha definito il provvedimento un necessario intervento di "manutenzione normativa e organizzativa" per garantire ai cittadini servizi sanitari appropriati e di qualità, sottolineando che il Consiglio ha lavorato con senso di responsabilità nonostante i tempi ristretti.
In chiusura, l'assessore alla Sanità, Carlo Marzi. ha difeso la scelta della Giunta, spiegando che il disavanzo di circa 25 milioni deriva dall'aumento strutturale dei costi del personale, dei farmaci e dei servizi, oltre che dall'esaurimento di alcune risorse straordinarie legate al Pnrr.
Marzi ha ricordato come la Valle d'Aosta, grazie alla propria autonomia speciale, finanzi interamente il proprio sistema sanitario e abbia scelto negli anni di garantire non solo i Lea, ma anche numerosi servizi aggiuntivi, dai test genetici gratuiti per i neonati alla stimolazione magnetica transcranica, fino ai trasporti sanitari secondari assicurati con il supporto del volontariato. Per l'assessore, l'aumento dei finanziamenti non rappresenta un costo, ma un investimento necessario per preservare un modello sanitario che costituisce uno dei principali elementi di coesione sociale della regione.




