Economia - 16 luglio 2026, 11:40

Imprese valdostane, nel terzo trimestre tornano a crescere ordini, export e produzione

Imprese valdostane, nel terzo trimestre tornano a crescere ordini, export e produzione

Dopo la frenata registrata in primavera a causa delle tensioni internazionali legate alla crisi iraniana, le imprese valdostane guardano con maggiore fiducia al terzo trimestre del 2026. È quanto emerge dall'indagine previsionale condotta da Confindustria Valle d'Aosta su un campione rappresentativo delle oltre 300 aziende associate, che evidenzia un miglioramento dei principali indicatori economici e conferma la solidità degli investimenti.

Secondo il presidente di Confindustria VdA, Francesco Turcato (foto sotto), il sistema produttivo regionale ha dimostrato capacità di reazione in un contesto internazionale ancora caratterizzato da forti incertezze. "In un contesto così complesso a livello geopolitico – afferma Turcato – gli imprenditori valdostani continuano a credere nelle proprie aziende, investendo nell'innovazione dei processi e dei prodotti e mantenendo stabili i livelli occupazionali. In pochi mesi abbiamo saputo reagire e questa rappresenta una premessa fondamentale per guardare anche al 2027 con moderato ottimismo".

Turcato richiama però l'attenzione su due questioni che ritiene decisive per la competitività del tessuto produttivo: il costo dell'energia e la necessità di rilanciare il ruolo della manifattura. "Serve una riforma dei meccanismi che determinano il prezzo dell'energia, a partire dagli ETS, e va riaffermata la centralità dell'industria manifatturiera nelle politiche europee e nazionali. Su questi temi il sistema Confindustria continuerà a esercitare una forte azione nei confronti del Governo e dell'Europa".

Entrando nel dettaglio dei dati, le aspettative sulla produzione migliorano sensibilmente: il saldo tra imprese ottimiste e pessimiste sale al +22,92%, contro il +15,91% registrato nel trimestre precedente. Crescono anche le previsioni sui nuovi ordinativi, che passano da un saldo del +9,09% al +19,15%.

Segnali particolarmente positivi arrivano dall'export. Circa il 60% delle aziende prevede una situazione stabile, mentre quasi il 30% indica un incremento delle vendite all'estero. Il saldo ottimisti-pessimisti balza così al +18,75%, mentre nel trimestre precedente era pari a zero.

Migliora inoltre la consistenza del portafoglio ordini. Le aziende con una copertura inferiore a un mese scendono dal 34,29% al 18,42%, mentre oltre la metà delle imprese dispone di commesse sufficienti per un periodo compreso tra uno e tre mesi.

Sul fronte degli investimenti il quadro resta positivo. Gli interventi destinati agli ampliamenti aziendali passano dal +34,21% al +36,11%, mentre quelli per le sostituzioni di impianti e attrezzature rimangono elevati, pur registrando una lieve flessione al +30,56%. Nel comparto manifatturiero gli investimenti per ampliamenti mostrano una crescita ancora più marcata, raggiungendo il +50%.

Leggermente in calo, invece, il tasso di utilizzo degli impianti, che passa dal +75,15% al +70,95%. Le previsioni sull'occupazione rimangono favorevoli, anche se con un entusiasmo inferiore rispetto alla primavera. Il saldo ottimisti-pessimisti si attesta al +10,20%, contro il +14,58% del trimestre precedente. Nessuna delle aziende coinvolte nell'indagine prevede inoltre di ricorrere alla Cassa integrazione nei prossimi tre mesi.

Si registra infine un miglioramento nei tempi di incasso: le imprese che segnalano ritardi nei pagamenti scendono dal 41% al 29%. I tempi medi di pagamento restano invece sostanzialmente stabili, con una media di 58 giorni complessivi e 56 giorni per la Pubblica amministrazione.

Edilizia: quadro stabile ma rallentano le nuove commesse

Per il comparto delle costruzioni l'indagine evidenzia una situazione di sostanziale tenuta, accompagnata però da alcuni segnali di rallentamento.

Le prospettive occupazionali si stabilizzano, con un saldo pari a zero dopo il +11,11% del trimestre precedente, mentre nessuna impresa prevede di utilizzare la Cassa integrazione.

Le attese sulla produzione migliorano, passando da un saldo negativo del -12,50% allo zero, ma peggiorano sensibilmente le previsioni sulle nuove commesse, che scendono a -16,67% rispetto al +14,29% registrato nei tre mesi precedenti.

In diminuzione anche gli investimenti: le imprese che prevedono ampliamenti passano dal 25% al 16%, mentre scompaiono completamente quelle che programmano investimenti per sostituzioni. Rimane invece stabile il tasso di utilizzo degli impianti, pari al 65%.

I tempi medi di pagamento si attestano a 50 giorni, che scendono a 45 giorni per la Pubblica amministrazione, mentre i ritardi negli incassi interessano il 14,29% delle imprese, un dato sostanzialmente invariato rispetto al trimestre precedente.

red.laprimalinea.it

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