Sanità - 15 luglio 2026, 10:05

Dermatite nodulare dei bovini, scontro in Consiglio sulla campagna vaccinale

Manfrin solleva dubbi su obblighi, indennizzi e possibili effetti del vaccino. Marzi difende la strategia regionale, 'copertura quasi totale degli adulti e prevenzione fondamentale per evitare abbattimenti'

Dermatite nodulare dei bovini, scontro in Consiglio sulla campagna vaccinale

La campagna vaccinale obbligatoria contro la dermatite nodulare contagiosa dei bovini torna al centro del dibattito politico in Consiglio Valle. Nella seduta del 14 luglio il gruppo Lega VdA ha presentato un'interpellanza per chiedere chiarimenti sulle modalità con cui è stata condotta la campagna e sulle garanzie offerte agli allevatori in caso di eventuali focolai.

Illustrando l'iniziativa, il capogruppo Andrea Manfrin (foto sotto) ha posto l'attenzione su diversi aspetti che, secondo la Lega, restano ancora irrisolti. Tra questi la tutela dei vitelli nati da madri vaccinate, i possibili effetti del vaccino, le conseguenze economiche per gli allevatori qualora si rendesse necessario applicare lo 'stamping-out', ossia l'abbattimento dell'intera mandria anche in presenza di animali vaccinati e clinicamente sani.

Il consigliere ha inoltre chiesto quali valutazioni siano state effettuate sulla proporzionalità di questa misura rispetto al rischio reale, quali siano gli orientamenti della Regione sulla vaccinazione anticipata dei vitelli più giovani, quali garanzie economiche siano previste in caso di abbattimenti sanitari e se l'Amministrazione intenda promuovere, a livello nazionale ed europeo, una revisione delle norme sullo 'stamping-out'. Un ulteriore quesito ha riguardato il monitoraggio degli eventuali effetti avversi del vaccino e dei bovini provenienti da fuori Valle.

Nella risposta, l'assessore alla Sanità, Carlo Marzi (foto in basso), ha evidenziato che la campagna vaccinale 2026 si è conclusa in poco più di un mese, raggiungendo una copertura "pressoché totale" dei capi adulti grazie al lavoro dei servizi veterinari dell'Usl e alla collaborazione degli allevatori e delle associazioni di categoria. Marzi ha ricordato che la Regione ha chiesto al ministero della Salute di poter anticipare la vaccinazione dei vitelli più giovani, richiesta successivamente trasmessa alle autorità europee. Ottenuta l'autorizzazione, è stata avviata la vaccinazione dei capi tra i tre e i sei mesi su richiesta degli allevatori, con il supporto dei veterinari dell'Azienda Usl e di Anaborava.

L'assessore ha inoltre spiegato che l'obbligo vaccinale è stato esteso anche ai circa 3.000 bovini provenienti da fuori Valle, accogliendo una richiesta avanzata dalle associazioni degli allevatori per evitare le criticità riscontrate nel 2025 e assicurare una copertura uniforme del territorio. Una strategia che, secondo Marzi, ha ricevuto un riscontro positivo anche a livello europeo e ha permesso di salvaguardare non solo la salute degli animali, ma anche la movimentazione delle bovine, elemento ritenuto essenziale per l'economia del comparto zootecnico.

Per quanto riguarda eventuali indennizzi o deroghe alle misure di abbattimento, l'assessore ha precisato che tali valutazioni potranno essere affrontate soltanto qualora si verificasse un caso di malattia sul territorio regionale. L'obiettivo della campagna vaccinale, ha ribadito, è proprio evitare di arrivare a scenari emergenziali che renderebbero necessaria l'applicazione delle misure più drastiche.

La replica di Manfrin è stata però fortemente critica; secondo il consigliere della Lega, l'assessore non avrebbe risposto alle questioni sollevate, limitandosi a rinviare eventuali decisioni al momento in cui dovesse verificarsi un'emergenza. Manfrin ha quindi annunciato la presentazione di un accesso agli atti per conoscere il contenuto della risposta della Commissione europea relativa all'impiego del vaccino nei bovini sotto i tre mesi di età, osservando che il foglietto illustrativo del farmaco ne sconsigliava l'utilizzo in questa fascia.

Il capogruppo leghista ha infine ribadito la contrarietà del suo gruppo agli obblighi vaccinali quando, a suo giudizio, possono essere associati a possibili effetti indesiderati, citando le segnalazioni di aborti in seguito alla somministrazione del vaccino e sostenendo che su questo aspetto non siano stati forniti elementi sufficienti di approfondimento nell'ambito della farmacovigilanza. Per la Lega restano quindi aperti interrogativi sulla sperimentazione e sull'utilizzo del farmaco nella campagna di prevenzione.

i.d.

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