A sette anni da South of Reality, i The Claypool Lennon Delirium riemergono con un progetto che spinge ancora più in là i confini della loro collaborazione. The Great Parrot‑Ox and the Golden Egg of Empathy è un concept album di quattordici tracce e oltre un’ora di durata che affronta temi come l’erosione dell’empatia, la fragilità morale e le derive dell’intelligenza artificiale. Un’opera che, nelle intenzioni dei due musicisti, vuole essere una riflessione distorta e visionaria sul nostro tempo.
Il disco colpisce subito per la sua coesione narrativa: per la prima volta Claypool e Lennon hanno scritto una storia insieme, ampliata da un fumetto di 24 pagine illustrato da Rich Ragsdale, che accompagna l’edizione fisica e ne espande l’immaginario surreale.
Sul piano musicale, Claypool ha definito questo album come il più impegnativo della sua carriera, e il risultato si sente. Il suo basso sghembo e imprevedibile si fonde con la sensibilità melodica e psichedelica di Lennon in un linguaggio nuovo, più compatto e maturo. Dopo l’introduzione Pro‑Log, WAP (What a Predicament) mette subito in luce la vena lisergica di Lennon, mentre The Wake Up Call, arricchita dal sitar e dai cori di Gabby La La, riporta l’ascolto nei territori eccentrici cari a Claypool. È però Meat Machines a rappresentare la vera alchimia del duo: un brano che unisce groove meccanici e visioni distopiche, diventando manifesto del nuovo suono della band.
Il disco prosegue tra ritmiche complesse e atmosfere prog. Troll Bait richiama i momenti più cupi dei Primus, mentre le chitarre di Lennon tagliano il mix con decisione. La title track, The Golden Egg of Empathy, sorprende con la partecipazione vocale di Willow (Smith), che aggiunge una sfumatura eterea al tema centrale dell’album: la perdita di empatia nel mondo contemporaneo.
Il finale è un crescendo imponente. Cliptopia avanza con passo marziale e tensioni elettriche, sfociando in Melody of Entropy, dove le linee cosmiche di Lennon si intrecciano ai virtuosismi di Claypool. A chiudere, It’s a Wrap: quasi tredici minuti di psichedelia progressiva, humour nero e improvvisazioni spaziali che suggellano l’album con un impatto epico.
Se i lavori precedenti potevano sembrare un divertissement tra due outsider geniali, questo nuovo capitolo mostra una sintesi più consapevole. Lennon porta struttura e melodia, Claypool imprevedibilità e ritmo: insieme costruiscono uno degli ascolti più stratificati e affascinanti del 2026.
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