Il Tribunale amministrativo regionale-Tar della Valle d'Aosta ha accolto il ricorso presentato da un agente della Polizia penitenziaria, delegato sindacale dell'Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria-Osapp, annullando, per quanto di suo interesse, una graduatoria interna predisposta dalla Direzione della Casa circondariale di Aosta nell'ambito di un interpello rivolto al personale.
Secondo quanto reso noto dall'Osapp attraverso il proprio legale, l'avvocato Maria Immacolata Amoroso, il Tar ha ritenuto illegittimo il comportamento dell'Amministrazione, che avrebbe applicato criteri differenti da quelli previsti nel bando dell'interpello, escludendo il ricorrente dalla corretta applicazione delle regole inizialmente fissate.
Nella sentenza, il Tribunale ribadisce un principio consolidato del diritto amministrativo: le regole contenute in un bando vincolano innanzitutto la stessa amministrazione che le ha predisposte e non possono essere modificate o disattese una volta conclusa la procedura.
Per questo motivo i giudici amministrativi hanno disposto l'annullamento della graduatoria impugnata, limitatamente alla posizione del ricorrente, ordinando l'applicazione del criterio previsto dall'interpello e condannando l'Amministrazione al pagamento delle spese di giudizio, quantificate in 2.500 euro, oltre agli accessori di legge.
L'Osapp parla di una pronuncia che "censura con chiarezza l'operato amministrativo" e che riafferma i principi di trasparenza, imparzialità, parità di trattamento e rispetto delle regole fissate nei bandi, principi che, secondo il sindacato, devono essere garantiti anche nelle procedure interne riguardanti il personale della Polizia penitenziaria.
"Continueremo a vigilare affinché i diritti del personale siano effettivamente tutelati e affinché nessuna amministrazione ritenga di poter applicare le regole secondo convenienza, dimenticando che il primo destinatario del principio di legalità è proprio chi esercita il potere pubblico", conclude l'avvocato Amoroso.




