Si riaccende in Valle d'Aosta il confronto sull'applicazione dell'obbligo vaccinale per l'accesso ai servizi educativi e alle scuole dell'infanzia. Al centro della polemica c'è la circolare regionale introdotta dall'anno scolastico 2025-2026, che secondo Lega Vallée d'Aoste, Fratelli d'Italia VdA, l'associazione Comilva e il Movimento Valle d'Aosta Futura è più restrittiva rispetto a quanto previsto dalla normativa nazionale.
La questione è stata affrontata oggi dalla Quinta commissione consiliare 'Servizi sociali' (foto sotto) che ha ascoltato in audizione i rappresentanti di Comilva, il medico specialista in igiene e medicina preventiva Alberto Donzelli e l'avvocato esperto di diritto sanitario Francesco Paolo Cinquemani. Successivamente sono stati sentiti gli assessori regionali alla Sanità, Carlo Marzi e all'Istruzione, Erik Lavevaz.
L'audizione fa seguito alle iniziative presentate in Consiglio Valle dai gruppi di Fratelli d'Italia e Lega, che contestano la circolare regionale emanata nel settembre 2025 per disciplinare l'applicazione della legge 119 del 2017, la cosiddetta "legge Lorenzin", sull'obbligo vaccinale.
I promotori dell'iniziativa hanno ricordato che la normativa statale consente ai genitori di perfezionare l'iscrizione ai servizi educativi anche attraverso la semplice richiesta formale di vaccinazione alla Usl, in attesa del completamento dell'iter vaccinale. La circolare valdostana, invece, richiede esclusivamente la presentazione della documentazione sanitaria attestante l'avvenuta vaccinazione, impedendo così l'iscrizione dei bambini che hanno solo avviato la procedura.
Al termine dell'audizione, il capogruppo di Fratelli d'Italia Alberto Zucchi ha parlato di una "chiusura" da parte dell'Amministrazione regionale rispetto alla possibilità di modificare il provvedimento. Secondo Zucchi, gli assessori e i dirigenti hanno confermato la piena conformità della circolare alla legislazione nazionale, escludendo la necessità di apportare correzioni.
Sulla stessa linea le critiche di Comilva; il referente nazionale Mauro Barbera ha sostenuto che la situazione valdostana rappresenta un caso unico nel panorama italiano, affermando che un atto amministrativo regionale non può limitare una facoltà prevista dalla legge dello Stato. La vicepresidente dell'associazione, Anna Pettinaroli, ha inoltre evidenziato come, a suo giudizio, l'interpretazione adottata in Valle d'Aosta determini un'applicazione più rigida dell'obbligo vaccinale rispetto al resto del Paese.
Nel corso della conferenza stampa successiva all'audizione è intervenuto anche l'avvocato Francesco Paolo Cinquemani, secondo il quale la circolare regionale introduce procedure non previste dalla normativa nazionale e presenta criticità anche sotto il profilo della tutela della privacy.
Il capogruppo della Lega VdA Andrea Manfrin ha ricordato che il suo gruppo aveva già chiesto il ritiro della circolare con un ordine del giorno respinto dal Consiglio regionale nel dicembre scorso. Manfrin ha inoltre riferito che, durante i lavori della Commissione, è stato comunicato come nell'anno scolastico 2025-2026 siano stati 16 i bambini decaduti dall'iscrizione ai servizi educativi per il mancato completamento della documentazione richiesta. "Per noi anche un solo bambino escluso rappresenta un problema", ha dichiarato.
Di diverso avviso gli assessori Carlo Marzi ed Erik Lavevaz, che davanti alla Commissione hanno ribadito come la circolare non introduca alcuna restrizione ulteriore rispetto alla legge nazionale, ma sia stata predisposta per semplificare gli adempimenti a carico delle famiglie e delle istituzioni scolastiche.
Gli assessori hanno inoltre ricordato che, proprio per agevolare il rispetto degli obblighi vaccinali, è stato previsto l'accesso diretto agli ambulatori vaccinali dell'Azienda Usl senza necessità di prenotazione, una misura che, secondo la Giunta regionale, favorisce la vaccinazione dei minori, promuove l'inclusione scolastica e garantisce una maggiore protezione alle persone più vulnerabili. Lo scontro, di fatto, resta aperto: "Se l'Amministrazione non intende in alcun modo rivedere questa circolare che a nostro giudizio è illegittima - ha ribadito Barbera - siamo pronti a sostenerne l'impraticabilità in ogni appropriata sede".





