Attualità - 30 giugno 2026, 06:55

Casinò, la nomina di Sara Bordet apre il tema del 'pantouflage'

Il nuovo Consiglio di amministrazione si insedia oggi martedì 30 giugno con, oltre a Bordet probabile presidente, Corinne Margueret e Roberto Franzé. Approvato ieri dall'assemblea dei soci il bilancio 2025, chiuso con un utile di 8,5 milioni di euro

Sara Bordet

Sara Bordet

La nomina dell'avvocata Sara Bordet nel nuovo Consiglio di amministrazione della Casinò de la Vallée, approvata ieri dalla Giunta regionale e deliberata poco dopo dall'assemblea dei soci, ha aperto una legittima riflessione sul rispetto della normativa in materia di cosiddetto 'pantouflage' o 'revolving doors', cioè il passaggio di funzionari pubblici verso incarichi in enti o società con cui abbiano avuto rapporti nell'esercizio delle proprie funzioni. Il nuovo Cda è composto da Sara Bordet, Corinne Margueret (foto in basso) avvocato penalista e civilista del foro aostano e Roberto Franzé (foto sotto) tributarista e docente universitario) chiamati a guidare la società nella nuova fase di consolidamento economico e di sviluppo strategico.

Bordet, già sindaca di Saint-Vincent, dal luglio del 2019 è magistrata della Corte dei conti assegnata alla Sezione regionale di controllo della Valle d'Aosta, carica in scadenza quest'anno. Proprio questo profilo istituzionale ha sollevato in questi giorni alcuni interrogativi, anche tra membri della maggioranza regionale.

La disciplina sul pantouflage, contenuta nell'articolo 53, comma 16-ter, del decreto legislativo 165/2001 e più volte richiamata anche dall'Autorità nazionale anticorruzione (Anac), mira a evitare che chi esercita funzioni pubbliche possa successivamente assumere incarichi presso soggetti privati destinatari di attività autoritative o negoziali svolte dallo stesso dipendente. Stante la norma, un magistrato che ha prestato servizio in una Sezione di controllo della Corte dei conti non può essere nominato amministratore o revisore in società partecipate o controllate (anche indirettamente) dall'amministrazione di appartenenza o da enti vigilati nei tre anni successivi alla cessazione dal servizio.

La riflessione è quindi sulla sussistenza di tutti i presupposti previsti dalla normativa oppure sulla posizione di Bordet rientrante in una delle ipotesi che escludono l'applicazione del divieto; la questione riguarda non soltanto l'eventuale disciplina sul pantouflage, ma anche la più ampia normativa sulle incompatibilità e sull'autorizzazione allo svolgimento di incarichi extraistituzionali prevista per i magistrati contabili.

Secondo quanto riferito dal presidente della Giunta, Renzo Testolin, la situazione è stata oggetto delle verifiche necessarie prima dell'effettivo insediamento dell'incarico.

Approvato il bilancio 2025

Nel corso della stessa assemblea dei soci di ieri è stato approvato anche il bilancio d'esercizio 2025 della Casinò de la Vallée.

L'utile netto si è attestato a circa 8,5 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 16,5 milioni registrati nel 2024. La flessione è riconducibile soprattutto al venir meno di alcune componenti straordinarie che avevano inciso positivamente sul risultato dell'esercizio precedente.

Nonostante il calo dell'utile, la gestione ordinaria conferma il percorso di riequilibrio della società dopo gli anni della crisi e del concordato preventivo. Proprio la conclusione della procedura concorsuale ha consentito il ritorno, dopo diciotto anni, a una governance affidata a un Consiglio di amministrazione composto da tre membri, superando la figura dell'amministratore unico Rodolfo Buat.

pa.ga.

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