Le temperature eccezionalmente elevate che stanno interessando la Valle d'Aosta stanno già producendo effetti concreti sulla salute della popolazione. A lanciare l'allarme è l'Azienda Usl, che registra un significativo aumento degli accessi al Pronto soccorso dell'ospedale 'Parini', soprattutto tra le persone anziane.
Negli ultimi dieci giorni gli accessi degli ultra 75enni per sincopi da calore, causate da disidratazione e improvvisi cali di pressione, sono triplicati. "Molti anziani arrivano in Pronto soccorso dopo essere svenuti mentre svolgevano attività quotidiane, come fare la spesa nelle ore più calde della giornata", spiega il direttore della Struttura complessa di Medicina e Chirurgia d'Accettazione e d'Urgenza, Stefano Podio. Il medico ricorda che gli anziani tendono a bere poco e spesso assumono farmaci antipertensivi che, con il caldo, possono accentuare il rischio di ipotensione. Per questo raccomanda, salvo diverse indicazioni mediche, di assumere almeno un litro e mezzo d'acqua al giorno, controllare regolarmente la pressione arteriosa e confrontarsi con il proprio medico se i valori risultano stabilmente bassi.
L'assessore regionale alla Sanità, Carlo Marzi, invita la popolazione ad adottare comportamenti prudenti: "La prevenzione e i corretti stili di vita possono evitare situazioni che rischiano di aggravarsi e richiedere il ricorso al Pronto soccorso".
Anziani e malati cronici tra i più esposti
Secondo il direttore della Geriatria, Franz De La Pierre, le persone anziane devono evitare di soggiornare in ambienti particolarmente caldi e poco ventilati, le cosiddette "bolle di calore", favorendo il ricambio d'aria o utilizzando la climatizzazione. Un ruolo fondamentale è affidato a familiari e caregiver, chiamati a vigilare soprattutto sugli anziani con deficit cognitivi, che spesso non percepiscono il rischio rappresentato dalle alte temperature.
Particolare attenzione è richiesta anche per i pazienti affetti da malattie croniche. Il direttore della Medicina interna, Giampaolo Carmosino, ricorda che il caldo può modificare gli effetti di alcune terapie, in particolare antipertensivi, diuretici e antipsicotici. Ogni eventuale modifica della terapia deve però essere valutata esclusivamente insieme al medico curante. Anche i medici di famiglia stanno registrando un aumento delle richieste di chiarimento sulla gestione dei farmaci durante l'ondata di calore. Robert Camos, referente dell'Aggregazione funzionale territoriale della Casa della Comunità di Donnas, ribadisce che nessuna terapia deve essere sospesa o modificata autonomamente.
Attenzione anche ai bambini
Le alte temperature rappresentano un rischio anche per i più piccoli. Il direttore della Pediatria e Neonatologia, Paolo Serravalle, ricorda che neonati e bambini hanno una capacità di termoregolazione ancora limitata e possono andare incontro rapidamente a disidratazione o colpi di calore. Tra le principali raccomandazioni figurano l'evitare l'esposizione al sole e l'attività fisica tra le 11 e le 17, offrire frequentemente acqua, privilegiare pasti leggeri ricchi di frutta e verdura, utilizzare abiti chiari in fibre naturali e, per i lattanti, aumentare la frequenza dell'allattamento al seno. L'aria condizionata può essere utilizzata mantenendo una temperatura intorno ai 24-25 gradi ed evitando bruschi sbalzi termici.
Gli specialisti della Usl ricordano infine alcune regole valide per tutti: limitare le uscite nelle ore centrali della giornata, bere con regolarità, indossare abiti leggeri e mantenere gli ambienti domestici freschi e ben ventilati, prestando particolare attenzione alle persone più fragili.




