Dopo giorni di polemiche e tensioni istituzionali, Giuseppe Argirò ha rotto il silenzio; l'amministratore delegato di Cva ha scelto il TgR Rai Valle d'Aosta per intervenire pubblicamente sull'ultima vicenda che alimenta il confronto politico attorno alla partecipata energetica regionale, ovvero la pubblicazione sulla nostra testata, domenica scorsa, della sua lettera di 'doléances'.
Nell'intervista esclusiva realizzata oggi dal giornalista Antonio Mannello, Argirò ha annunciato l'intenzione di procedere per vie legali sia in relazione alla diffusione della nota riservata indirizzata al Consiglio di amministrazione sia rispetto ad alcune dichiarazioni che, a suo giudizio, avrebbero arrecato un danno alla propria immagine e a quella della società.
L'Ad di Cva ha innanzitutto precisato che l'azione che intende promuovere insieme all'intero Consiglio di amministrazione non riguarda Laprimalinea.it, che ha pubblicato integralmente il documento (in un primo momento il cronista Mannello aveva invece inteso tale possibilità) bensì "chi ha trafugato e diffuso illecitamente" la lettera riservata predisposta in vista della riunione del board societario.
La nota 'interna' di Argirò contiene forti considerazioni sui rapporti tra Cva, Finaosta e le iniziative ispettive promosse dal capogruppo regionale unionista Aurelio Marguerettaz (foto sopra), in relazione alle verifiche richieste dalla finanziaria regionale sul bilancio consolidato del gruppo.
Nel corso dell'intervista, Argirò è tornato anche sullo scontro con il consigliere dell'Union Valdôtaine: "La legittimità delle iniziative ispettive del consigliere regionale Aurelio Marguerettaz è certamente dovuta, il problema è che quando queste iniziative escono dalla fisiologia, come a mio avviso è successo, entriamo in una fase patologica che ha determinato – e lo testimoniano tutti i verbali del Consiglio di amministrazione – un significativo condizionamento della gestione", ha affermato.
Particolarmente duro il passaggio relativo alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal capogruppo unionista: "Quando in chiusura diceva il consigliere che qualcuno dovrà pagare, io effettivamente queste velate minacce non le accetto e prenderò l'iniziativa certamente nelle sedi più opportune per tutelare la mia immagine e valutare se ci sono state violazioni di legge anche negli anni passati rispetto alle attività poste in essere", ha dichiarato l'amministratore delegato.
Argirò ha poi contestato uno dei principali argomenti utilizzati nel confronto politico, quello relativo all'indebitamento della società: "Ritengo che affermare in televisione che la società ha un grande debito di oltre un miliardo possa costituire un grave danno per tutti coloro i quali fanno riferimento alla società. In realtà il dato, ancora approvato dal Consiglio di amministrazione al 19 giugno, riportava una posizione finanziaria netta pari a 397 milioni di euro".
Secondo il manager, il parametro corretto per valutare la solidità dell'azienda è proprio la posizione finanziaria netta rapportata al margine operativo lordo: "Ricordo peraltro a chi di mestiere si occupa di conti che quello è il parametro di valutazione della solidità di un'azienda e, in rapporto al nostro margine operativo lordo, ci rende la utility in assoluto più solida in Italia".
L'intervento televisivo è servito anche a chiarire le intenzioni dell'amministratore delegato di Cva in vista del rinnovo degli organi societari. Argirò ha infatti confermato ufficialmente la propria disponibilità a proseguire l'esperienza alla guida del gruppo energetico regionale: "Certamente mi sono ricandidato e vorrei avere l'onore di poter completare l'importante lavoro che abbiamo fatto", ha dichiarato, richiamando anche le recenti valutazioni positive espresse dalla Corte dei conti sul ruolo svolto da Cva per il sistema economico regionale.
Pur denunciando quello che considera un eccesso di pressione politica sulla gestione aziendale, Argirò ha tenuto a distinguere tra le posizioni dei singoli esponenti politici e quelle delle istituzioni regionali: "Il problema non è della politica, il problema come sempre è dei singoli", ha affermato, ringraziando sia l'amministrazione guidata dall'ex presidente Erik Lavevaz sia quella attuale di Renzo Testolin, oltre alla 2stragrande maggioranza dei rappresentanti del Consiglio regionale" con cui, a suo dire, vi sarebbe sempre stato un rapporto "di profondo rispetto".
Dopo la pubblicazione della lettera, Marguerettaz aveva accusato Argirò di aver "delegittimato il socio" attribuendo alle sue iniziative ispettive le richieste di approfondimento formulate da Finaosta sul bilancio consolidato del gruppo. Una ricostruzione respinta anche dal presidente della finanziaria regionale, Marco Linty, che aveva rivendicato la piena autonomia dell'azione esercitata da Finaosta nell'ambito delle prerogative dell'azionista unico. Lo scontro appare dunque tutt'altro che concluso, anzi, con l'annuncio di possibili iniziative giudiziarie e la conferma della ricandidatura dell'attuale amministratore delegato, la partita attorno alla governance della principale società partecipata della Valle d'Aosta entra in una nuova fase.




